Italia
Pini dell’ospedalino caduti su una casa, l’Asl non paga
Ponte a Egola: le forti raffiche di vento provocarono danni ingenti a un’abitazione Si apre un contenzioso tra i proprietari e l’azienda sanitaria per il risarcimento
PONTE A EGOLA. Era il 5 marzo scorso. Quel giorno la Toscana si svegliò sferzata da potenti raffiche di vento, mentre a Ponte a Egola due dei tanti pini abbattuti piombavano addosso all’abitazione della famiglia Mannucci, alle spalle dell’ex distretto Asl della frazione, il cosiddetto ospedalino. Ingenti i danni alla struttura, con il garage esterno completamente sfondato, un terrazzo inagibile e un angolo del tetto ridotto in frantumi. Un bel guaio, ma che rappresentava in realtà solo l’inizio di una disputa che sembra appena cominciata, e che sta contrapponendo il proprietario dell’abitazione alla Asl 11 di Empoli.
I due pini in questione, infatti, sorgevano all’interno del giardino esterno dell’ex ospedalino, ormai in disuso da decenni ma tutt’ora di proprietà della Asl. Da qui la richiesta del proprietario di essere risarcito dall’ente, il quale, tuttavia, a dispetto dell’iniziale disponibilità, sembra adesso intenzionato a non pagare. «Un’ingiustizia» la definisce Franco Mannucci, che ricorda come il pericolo dei pini, a due passi dalla sua abitazione, fosse già stato segnalato anni prima dei residenti del quartiere, con tanto di lettera inviata alla Asl e al Comune, per reclamare una più costante manutenzione dell’area. Una volta avvenuto il danno, tuttavia, la stessa Asl avrebbe fornito rassicurazioni alla famiglia Mannucci: «Nei primi giorni arrivò un sacco di gente - ricorda l’uomo – e tutti ci dissero di non preoccuparci perché ci avrebbero risarcito, invitandoci a presentare una richiesta danni». L’ente, insomma, avrebbe provveduto a pagare i lavori necessari per rimettere in sesto l’immobile. Da qui il preventivo di 55mila euro presentato dai Mannucci nelle settimane successive, al quale, tuttavia, è stata data risposta solo il 14 di agosto. «In una lettera di quattro righe - spiega l’uomo - l’ufficio legale di Asl ci informava di non essere tenuto a pagare perché si era trattato di una calamità naturale. Con il nostro avvocato abbiamo cercato di aprire una trattativa per trovare un punto d’incontro, ma l’azienda non ha voluto saperne». Dalle parole della Asl, del resto, la questione sembra praticamente chiusa: «Rispetto alla vicenda - scrive l’azienda sanitaria in una nota - non ci sono a oggi elementi nuovi da cui emergano responsabilità proprie, essendo l’evento dovuto a una condizione atmosferica eccezionale. L’azienda, pertanto, non può rispondere di eventuali danni verificatisi per circostanze eccezionali». Il senso, in sostanza, è lo stesso della lettera recapitata il 14 agosto. «Dopo tale comunicazione - aggiunge la Asl - non hanno avuto seguito altri contatti tra le parti».
Giacomo Pelfer
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