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Cidici, un anno di “cassa” e apertura della mobilità volontaria

Andreas Quirici
Cidici, un anno di “cassa” e apertura della mobilità volontaria

Sono queste le uniche note positive per i 98 dipendenti dell’azienda informatica di Pontedera. Intanto va avanti il lavoro del curatore fallimentare, i creditori sono 2.600

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PONTEDERA. Un anno di cassa integrazione straordinaria e l’apertura della mobilità volontaria. È questa la nota positiva, in un contesto comunque molto negativo, visto il fallimento della società, per i 98 dipendenti di Cidici, la ex Cdc. I sindacati, nei giorni scorsi, hanno firmato l’accordo per consentire almeno l’uso di ammortizzatori sociali per i lavoratori che si sono ritrovati a fronteggiare l’incubo di non poter contare nemmeno su un sostegno economico dopo la crisi che si è aperta nella loro azienda.

La partita, però, non è chiusa, perché il curatore fallimentare nominato dal tribunale di Pisa, Stefano Garzella, è alle prese con la ricostruzione delle carte e dei conti economici e finanziari per risolvere la vicenda del fallimento. Nello specifico, al momento, non si conoscono le cifre del debito accumulato in questi anni dalla società, attiva nella commercializzazione di prodotti informatici. Si sa, però, che Garzella ha una lista di ben 2.600 creditori di Cidici che sono sparsi in tutta Italia e che dovranno essere contattati nelle prossime settimane. Un dato rilevante, da cui sono esclusi i creditoi privilegiati.

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«Siamo soddisfatti per come si è sviluppata la vicenda - dice Ombretta Pieacci, sindacalista della Cgil - È chiaro che si tratta comunque di un epilogo doloroso, considerato che l’azienda è in fallimento e che i lavoratori si sono trovati senza prospettive nel giro di poco tempo. Un epilogo che ra nell’aria, ma questo non vuol dire che sia stato meno problematico per le persone che ne sono rimaste coinvolte. La possibilità di poter contare su un anno di cassa integrazione, però, offre una sorta di paracadute ai dipendenti per far fronte alle spese quotidiane e per provare a trovare una nuova collocazione sul mercato del lavoro».

A questo proposito, nelle scorse settimane si era parlato di possibili compratori di quella che un tempo era un vero e proprio colosso dell’information technology. Al momento, però, non sembrano esserci aziende pronte e interessate a rilevare la ex Cdc. Probabilmente si attende che venga abbassato il valore della società. Anche se un gruppo di dipendenti sarebbero intenzionati a fare un’offerta per rilevare il ramo d’azienda rappresentato dall’internet provider e dalla gestione delle reti informatiche, che facevano parte dell’attività di Cidici. Per ora non c’è niente di concreto. Resta solamente un progetto di cui non esistono elementi concreti. Sarebbe, però, una bella storia, quella di un gruppo di lavoratori che, dalle ceneri di Cdc, creata praticamente dal nulla dal pontederese Giuseppe Diomelli, riuscissero a far risorgere un’azienda che ha caratterizzato l’economia della Valdera negli ultimi anni.

 

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