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Pontedera

Le carcasse degli animali potranno essere sotterrate

Le carcasse degli animali potranno essere sotterrate

Lo stabilisce una delibera regionale per aiutare gli allevatori che hanno subito attacchi di predatori, abbattendo i costi di smaltimento delle bestie uccise

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VOLTERRA. Ha un notevole valore economico per gli allevatori della Valdicecina la delibera con cui la Regione Toscana ha dato il via all’individuazione di terreni in cui autorizzare lo smaltimento in deroga delle carcasse di animali morti in allevamento. Un provvedimento che aiuta gli imprenditori agricoli, sempre più alle prese con gli attacchi di animali predatori, come i lupi per esempio.

Nelle prossime settimane si saprà quali aree saranno state individuate per l’interramento delle carcasse.

Un fenomeno in crescita quello degli attacchi agli animali in allevamento che Coldiretti certifica con +30% dall’inizio del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014 in Valdicecina. Finora, gli allevatori avevano denunciato gli alti costi per lo smaltimento. Ma con questa delibera potranno risparmiare. L’interramento delle carcasse potrà essere fatto in aree isolate.

«Una delibera, quella della giunta regionale - si legge in una nota del Comune di Volterra - che arriva dopo l’avvio dell’iter procedurale concordato tra l’amministrazione comunale e la Asl 5 di Pisa lo scorso febbraio e la nota trasmessa dalla Asl stessa alla regione in cui erano individuate le aree all’interno delle quali può essere autorizzato lo smaltimento in deroga. Volterra ha fatto da capo fila anche per i territori di Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina e Pomarance». 

«Si tratta – spiega l’assessore all’agricoltura Gianni Baruffa – di un impegno che avevo assunto con gli allevatori e le associazioni di categoria Cia, Coldiretti e Copagri subito dopo aver ricevuto la delega lo scorso dicembre. A breve sarà pronto il regolamento con cui gli allevatori potranno usufruire di questa opportunità così da ridurre i costi per lo smaltimento. Questa notizia era attesa da tempo dagli allevatori». Baruffa lo definisce un momento storico per gli allevatori.

In effetti il problema è sentito e i numeri non aiutano a spiegare il fenomeno. «Molti allevatori che subivano gli attacchi e la decimazione degli allevamentti - dicono da Coldiretti Pisa - non denunciavano neanche più i fatti alle forze dell’ordine, data la sensazione di forte scoraggiamento dopo anni di perdite economiche senza poter rimediare a una situazione nota ormai a tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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