Gioco
Gli operai scettici «Il nostro futuro rimane incerto»
PONTEDERA. È lo scetticismo il sentimento più diffuso tra gli operai davanti all’ingresso principale della fabbrica della Vespa. La prospettiva che Piaggio riporti a Pontedera prodotti che da anni...
PONTEDERA. È lo scetticismo il sentimento più diffuso tra gli operai davanti all’ingresso principale della fabbrica della Vespa. La prospettiva che Piaggio riporti a Pontedera prodotti che da anni sono realizzati all’estero, secondo Renzo Giorgi, sono «utopie e barzellette», perché all’interno dello stabilimento «stanno smantellando tutto, togliendo macchinari e impoverendo la produzione».
La mancanza di certezze per il futuro è quello che preoccupa maggiormente. «Sappiamo solo che ci saranno ancora un contratto di solidarietà e la mobilità volontaria - aggiunge l’operaio - Ma per quanto riguarda le trasformazioni dei contratti da part time verticale a full time non ci sono certezze e dati scritti nero su bianco. Mi chiedo perché, allora, l’accordo sia stato firmato».
Accanto a Giorgio, Renzo Di Biase scuote la testa pensieroso: «Certo, magari i macchinari che stanno togliendo saranno sostituiti con quelli nuovi. Oppure riusciranno davvero a stabilizzare un gruppetto di operai che aspettano da anni il contratto a tempo pieno. Ma si tratto comunque di una situazione in cui sono più gli aspetti nebulosi rispetto a quelli certi e concreti».
La quantità di motori che saranno riportati a Pontedera dal Far East, secondo Giuseppe Stanziola, «dipende dagli accordi che Piaggio ha con i suoi partner in Vietnam». Mentre Antonio Ferraiolo ritiene che «servirebbero investimenti più decisi per una ripresa occupazionale, e quindi, economica». (a.q.)
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