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Salina, sindacato e Comuni chiedono più trasparenza

Salina, sindacato e Comuni chiedono più trasparenza

Appello alla proprietà per informare le istituzioni sullo stato del piano industriale Alla base della crisi scarsa liquidità, bisogno d’investimenti e di ripianare i debiti

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SALINE DI VOLTERRA. «La proprietà della Salina sia trasparente e dica a che punto è l’attuazione del piano industriale». È l’appello lanciato da istituzioni e sindacati rispetto a una crisi che si è aperta già da alcuni mesi e che mette a rischio 40 posti di lavoro. Il grido d’allarme dei sindaci di Volterra e Pomarance e della sigla sindacale Uila Uil chiede alla Locatelli, che gestisce la storica fabbrica di Saline di Volterra, cerca di evitare la scomparsa di un’attività, come quella della produzione di sale, che caratterizza il territorio dal 1787.

«È necessario che la Locatelli Saline di Volterra esponga velocemente le proprie strategie - dicono dalla Uila Uil - e nel contempo offra, in assoluta trasparenza, ampie garanzie in merito all'attuabilità delle eventuali soluzioni proposte». Lo stesso concetto espresso dal sindaco volterrano, Marco Buselli: «Abbiamo bisogno di sapere lo stato dell’arte del piano industriale presentato alcune settimane fa in Regione. Serve un’operazione di trasparenza per agevolare il processo di salvataggio dell’azienda». Il caso della Salina riguarda un problema economico non da poco. Nel recente passato si è parlato della necessità di ripianare il bilancio e avviare una serie d’investimenti in macchinari che rendano meno onerosa la produzione di sale alimentare, dal punto di vista del consumo energetico. Un’operazione da 10 milioni di euro che la proprietà non ha e non riesce a ottenere dalle banche. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra l’azienda e rappresentanti e Eni ed Enel per la questione della rateizzazione del pagamento delle bollette. «Un incontro positivo - ha detto il sindaco di Pomarance, Lorsi Martignoni - ma che non risolve il problema».

Due sono i punti che i sindacalisti intendono ribadire: «Salvaguardare l'occupazione e mantenere operativa un'industria unica nel suo genere. Occorre comprendere se esiste veramente un finanziatore disposto a colmare le perdite e al tempo stesso investire sull'ammodernamento degli impianti o se, piuttosto, è tutto solo un bluff. Ripetute voci e indiscrezioni intenderebbero far presagire un prossimo affrancamento da parte di Locatelli dall'asset di Volterra in favore del sito produttivo di Bolgare, operazione che risulterebbe in grave danno al principale sito industriale di Volterra ed alla relativa occupazione. È da tener conto che, qualora la proposta dell'attuale proprietà risultasse inadeguata e approssimativa, la soluzione di queste problematiche o comunque l'individuazione di un percorso che salvaguardi sito ed occupazione, passerebbe inevitabilmente per l'attuazione di una procedura o di un commissariamento dell'azienda che consenta una limpida e trasparente gestione del bene comune».

Andreas Quirici

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