Il Tirreno

Pontedera

Furti all’oleodotto, ok al piano-bonifica di Eni

Furti all’oleodotto, ok al piano-bonifica di Eni

S. Donato: il Comune approva gli interventi per i terreni che sono ancora fortemente inquinati

2 MINUTI DI LETTURA





SAN DONATO. Il Comune ha approvato il piano di interventi presentato da Eni destinato a “decontaminare” e rimettere totalmente in sicurezza l’Interporto a San Donato, nelle vicinanze della linea ferroviaria Firenze-Pisa.

Risalgono al 21 maggio scorso, infatti, gli sversamenti di idrocarburi dall’oleodotto, che collega il deposito di Livorno con Calenzano, a seguito dei quali si erano verificati numerosi disagi nella zona: la fuoriuscita di una pozza di carburante di 400 metri quadrati, infatti, aveva reso necessario interrompere per ore il transito lungo la linea ferroviaria. Il danno era stato provocato da un tentato furto attraverso un foro nelle tubature del condotto e provocato la fuoriuscita del materiale inquinante.

L’Eni, di conseguenza, aveva subito effettuato gli interventi di risanamento dovuti allo stato di emergenza, grazie all’aiuto di una società specializzata, per scongiurare un’ulteriore diffusione degli inquinanti nelle aree limitrofe: tra questi c’erano la rimozione del gasolio, la realizzazione di canalette, trincee e scavi per far convogliare e raccogliere il liquido infiammabile disperso e la bonifica del terreno interessato. Al termine delle operazioni, i rifiuti raccolti erano stati smaltiti.

Tra la fine di maggio e gli inizi del mese di giugno, però, la società ha effettuato un totale di 14 sondaggi per analizzare le acque del luogo, sia quelle sotterranee che quelle superficiali, con lo scopo di verificare il livello di contaminazione locale e l’interessamento delle falde più profonde. Per rilevare la presenza di idrocarburi, benzene, toluene e piombo sono anche stati realizzati tre prelievi di terreno a diverse altezze. Da questi ultimi rilievi, però, non sono arrivate buone notizie: la zona, al momento, è ancora compromessa e dovrà essere ripulita in maniera definitiva.

Dai dati ottenuti risulta che il limite di contaminazione ambientale riconosciuto per legge è stato superato non solo intorno al punto di rottura dell’oleodotto, ma anche nel terreno e nelle acque sotterranee. Nessun pericolo, al contrario, è stato registrato per le acque più superficiali.

Per far fronte a questi problemi, Eni ha presentato il 22 giugno scorso al Comune di San Miniato uno specifico piano di interventi, in cui vengono elencate le misure da adottare in modo da scongiurare che la contaminazione si diffonda ancora nel territorio circostante. È a questi interventi che l’amministrazione ha appena dato il via libera.

La prima cosa da fare sarà realizzare una sorta di “batteria” di pozzi per il drenaggio, che serviranno ad intercettare al meglio la falda inquinata e a pompare altrove le acque pericolose. La zona sarà comunque sottoposta ad un monitoraggio continuo e verranno effettuati accertamenti affinché l’area contaminata venga limitata il più possibile.

Elena Battaglia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web