Italia
«Pronti a trovare una soluzione per l’anziana bloccata in casa»
PONTEDERA. «Siamo disponibili da subito a favorire la mobilità della signora Burchielli in un alloggio privo di barriere architettoniche». Così l’assessore alle politiche abitative del Comune di...
PONTEDERA. «Siamo disponibili da subito a favorire la mobilità della signora Burchielli in un alloggio privo di barriere architettoniche». Così l’assessore alle politiche abitative del Comune di Pontedera, Marco Cecchi, dopo la denuncia di Stefania Burchielli, 65 anni, invalida costretta sulla sedia a rotelle e non vedente da otto anni. La donna vive col marito al secondo piano di una casa popolare in via Fantozzi e, secondo quanto spiegato dalla figlia, Carlotta Gennusa, da due anni avrebbe avuto solo promesse da parte del Comune. Ma senza ottenere una soluzione.
«Nel 2013 ho parlato con l’assessore Matteo Franconi, che devo solo ringraziare, perché ha aiutato sia mia madre che me - dice Gennusa - Ma l’assessore Cecchi non ha fatto niente per trovare una sistemazione adeguata ai bisogni di mia mamma».
Diversa la versione dell’assessore Cecchi: «Faccio presente che il Comune di Pontedera non ha nessun problema a favorire il passaggio del nucleo della signora Stefania Burchielli in altro alloggio privo di barriere architettoniche. Proposte in tal senso sono state fatte più volte alla signora e a suo marito, il signor Salvatore Gennusa. In più occasioni, da almeno tre anni, coinvolgendo anche la figlia e i servizi sociali in numerosi incontri. L'ultima proposta risale a luglio 2015. In quella circostanza la signora Burchielli, che si recò con personale dell'ufficio casa in un condominio popolare nel quartiere di Fuori del Ponte, si rifiutò anche di salire nell'appartamento individuato senza un motivo plausibile».
«Siamo disponibili, dunque, a favorire la mobilità della signora Burchielli in un alloggio privo di barriere architettoniche, in ottimo stato e adatto alla sua famiglia, composta da lei e suo marito - riprende Cecchi - Se invece l'obiettivo è quello di “lasciare in eredità” alla figlia l'alloggio popolare di via Fantozzi, abbiamo già ampiamente spiegato alla signora e ai familiari che questa proposta, oltre che moralmente, è amministrativamente inaccettabile».
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