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Maxi evasione, l’inchiesta porta fino in Campania
A Napoli aperto un altro filone d’indagine su imprenditori conciari del luogo che avrebbero coltivato alcuni legami con la criminalità organizzata
SANTA CROCE. L’indagine della guardia di finanza di Pisa sulla maxi evasione fiscale da cento milioni di euro, che ha coinvolto il distretto conciario di Santa Croce, ha messo in evidenza un intreccio di relazioni tra la provincia di Pisa e quella di Napoli dove sarebbe stato aperto un altro filone di indagine su imprenditori conciari partenopei legati alla criminalità organizzata. Quello che è emerso in maniera abbastanza chiara dall’attività della Finanza è che l’impalcatura costruita, e che ha al centro almeno quattro società “cartiere” in grado di emettere false fatturazioni, non è un fatto recente e, probabilmente, il fiume di denaro “nero” arrivava in provincia di Pisa da anni.
L’indagine è stata aperta nel settembre 2012, ma i periodi fiscali presi in esame sono ancora precedenti. Accertamenti tributari, seguiti da intercettazioni e verifiche del tenore di vita degli indagati sono servite quindi a capire non solo il presunto meccanismo con cui veniva raggirato l’erario, ma anche dove venivano investiti i soldi sottratti al fisco. Al momento nessuno degli indagati che sono stati destinatari del provvedimento cautelare del sequestro preventivo per equivalente dei loro beni ha reso dichiarazioni ufficiali.
Un pool di avvocati - sia della provincia di Pisa che di Firenze e Roma - è al lavoro per mettere in atto la strategia difensiva e la risposta da dare ai sequestri ottenuti dalla Procura di Pisa. L’inchiesta è affidata al dottor Aldo Mantovani.
Alcuni beni, comunque, sono già stati “liberati”, in particolare alcuni conti correnti nella disponibilità degli indagati.
Al momento il provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Gip del tribunale di Pisa, Giulio Cesare Cipolletta, ormai alcuni mesi fa e reso noto soltanto ora, riguarda Aurelio D'Antonio, 60 anni, di Portici in provincia di Napoli; Antonio Angioletti, 53 anni, di Napoli; Vasco Maffei, legale rappresentante della Silkleather, 63 anni, di Santa Croce Sull'Arno; Massimo Celentano, 43 anni, di Napoli; Ciro Angioletti, 56 anni, di Napoli; Emanuele Tagliabue, 53 anni, di Montecatini Terme; Emanuele Colombo, 46 anni, di Milano, legale rappresentante della Stock; Maurizio Livolsi, 43 anni, di Santa Croce Sull'Arno; Leonardo Dainelli (autotrasportatore), 53 anni, di Empoli; Gastone Roggi, 78 anni, di Fucecchio.
Per la maggior parte si tratta di imprenditori campani che hanno interessi e partecipazioni anche in società che operano nel distretto conciario. Secondo quanto è emerso, nella presunta organizzazione illecita Maurizio Livolsi, in qualità di referente di alcune delle società cartiere (Lombardia Pelli, Impex e Stock), aveva un ruolo di spicco nell’organizzazione insieme ad Aurelio D’Antonio. Inoltre Livolsi, che ha lavorato a lungo in più aziende di Santa Croce sull’Arno, avrebbe fatto frequenti viaggi nei distretti conciari della Campania per negoziare assegni che erano stati emessi da società aperte soprattutto per poter contare sulle false fatturazioni.
La maggior parte degli indagati, pur ritenendo che alla fine riuscirà a smontare le accuse che oggi vengono mosse nei loro confronti dalla Procura di Pisa, preferisce non rilasciare dichiarazioni ufficiali. È il caso per esempio della figlia di Gastone Roggi, chiamato in questa vicenda in qualità di rappresentante della “Spaccatrice Tevere”.
«Noi non abbiamo nulla da dire – risponde al telefono – e non intendiamo rilasciare dichiarazioni ai giornali».
La segretezza mantenuta finora sull’esito di quest’indagine, aperta anni fa, potrebbe essere dovuta al fatto che non si voleva intralciare in alcun modo la Procura di Napoli. Certo che il coinvolgimento di esponenti dell’imprenditoria campana, i loro patrimoni personali e l’ingente quantità di denaro arrivata in provincia di Pisa, cioè a Santa Croce, fanno temere – non è ancora chiaro se ci siano indagini specifiche - che si possa essere di fronte a proventi di attività illecite e di riciclaggio.
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