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Pontedera

Il processo per il palazzo di via Rospicciano

Giambra ribadisce le accuse al Comune e alla Banca di Pisa

Giambra ribadisce le accuse al Comune e alla Banca di Pisa

PONSACCO. La battaglia giudiziaria tra la società Futura Immobiliare e il Comune di Ponsacco - combattuta senza esclusione di colpi tra ricorsi al Tar, denunce e chili di atti prodotti al processo e...

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PONSACCO. La battaglia giudiziaria tra la società Futura Immobiliare e il Comune di Ponsacco - combattuta senza esclusione di colpi tra ricorsi al Tar, denunce e chili di atti prodotti al processo e ammessi solo in parte dal giudice - è entrata nel vivo, a distanza di tanti anni, in tribunale a Pisa.

Ieri è stato sentito il primo testimone e grande accusatore, Giuseppe Giambra della Futura Immobiliare, al processo che vede a giudizio l'ex sindaco di Ponsacco, Alessandro Cicarelli; il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Ponsacco Alberto Turini; il responsabile del procedimento amministrativo Antonio D'Auria; Mauro Benigni, direttore generale della Banca di Pisa e Fornacette e presidente del consiglio di amministrazione della Sigest Srl, società unipersonale con socio unico la Banca di Pisa; Bruno Nardini, geometra che ha seguito la pratica edilizia per conto della banca. Sono accusati in concorso tra loro di abuso di ufficio, a seguito degli atti che hanno di fatto dato il via libera alla trasformazione di alcuni locali da commerciali a direzionali, inizialmente destinati a negozi e non all'attività bancaria. Mauro Benigni e Bruno Nardini di Calcinaia sono accusati anche di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, sempre per le pratiche edilizie presentate in Comune per poi realizzare opere funzionali al cambio d'uso (da commerciale a direzionale per permettere l'apertura di uno sportello bancario della Bcc di Fornacette). Da parte della Futura c’è una richiesta di risarcimento di 25 milioni di euro che finora non le è stata riconosciuta nei vari ricorsi.

Tutto ruota intorno a un cambio di destinazione d’uso del mega palazzo di via Rospicciano a Ponsacco. Circa 270 metri quadri, su volumi di ventimila metri cubi, trasformati in attività direzionali e poi acquistati dalla Banca di Pisa e Fornacette che però, in seguito alle decisioni del Tar, non si è mai insediata in quegli spazi. Un passaggio che la Futura ha cercato prima di bloccare con atti amministrativi per contestare il cambio di destinazione d'uso degli immobili e poi con una denuncia alla Procura. Giambra, sentito prima dal Pm e con il successivo contro esame dalla difesa e dalle parti civili, ha ribadito le accuse ricordando che la vendita alla Banca di Pisa e Fornacette gli ha creato un danno insormontabile, in quanto la Futura Immobiliare aveva come partner nell’operazione la Cassa di Volterra la quale aveva acquistato dalla Futura stessa una parte dell'immobile di via Rospicciano con l'impegno di quest'ultima di non vendere i locali attigui ad altre banche.

I primi fatti al centro del processo sono del 2007 e in parte si avviano alla prescrizione. Tuttavia sono stati al centro di lunghe questioni preliminari da cui è emerso che una parte delle contestazioni riguarda appunto reati prescritti o quasi. Il processo davanti ai giudici del secondo collegio del tribunale di Pisa è stato aggiornato al 10 febbraio 2016.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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