Sicurezza
Sindaci in piazza contro la chiusura degli uffici postali
SANTA CROCE. I sindaci pisani, compresi quelli della zona del Cuoio, contro la decisione di Poste Italiane di chiudere dieci uffici postali in tutta la provincia. Ieri mattina il consiglio...
SANTA CROCE. I sindaci pisani, compresi quelli della zona del Cuoio, contro la decisione di Poste Italiane di chiudere dieci uffici postali in tutta la provincia. Ieri mattina il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il presidente della Provincia Marco Filippeschi ad attivarsi nei confronti del governo e di Poste Italiane Spa, attraverso il coinvolgimento dei parlamentari toscani e di tutte le istituzioni del territorio nell’azione di contrasto al piano di razionalizzazione proposto dall’azienda.
In base a questo piano nazionale sono a rischio chiusura gli uffici di Corazzano (San Miniato), Ghizzano di Peccioli, Legoli (Peccioli), Luciana (Fauglia), Marti (Montopoli Val d’Arno), Soiana (Terricciola), Treggiaia (Pontedera), Uliveto Teme, San Giovanni alla Vena (Vicopisano) e Castelmaggiore (Calci). Alla fine della seduta dell’assemblea consiliare, i consiglieri provinciali hanno partecipato al presidio convocato da Filippeschi in piazza Vittorio Emanuele contro la decisione di Poste. Presenti anche il deputato Paolo Fontanelli, in rappresentanza dei parlamentari toscani; un referente di Anci Toscana; Carlo Cantini, coordinatore provinciale Cgil dei dipendenti di Poste, e Stefano Del Punta, Slc Cgil.
«La razionalizzazione prevista da Poste italiane rischia di avere davvero poco di razionale, traducendosi in un grave disservizio per la popolazione – ha dichiarato il presidente Filippeschi – e impedendo di usufruire di servizi essenziali. Chiediamo alle Poste di soprassedere e di trovare insieme ai Comuni forme intermedie per mantenere questi presìdi».
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