Sicurezza
Festa del commercio, si può migliorare
Bilancio positivo, ma i negozi di alcune strade lamentano di essere stati esclusi dalla kermesse
PONTEDERA. Modelle, vetrine a tema, installazioni e stelle: la Festa del commercio ha funzionato, eppure può crescere ancora. Il giorno dopo la kermesse è una carrellata di opinioni assai variegate quella che si può registrare nei negozi del centro, con picchi d’entusiasmo che vedono corso Matteotti protagonista della manifestazione, ma anche qualche polemica man mano che si abbandona il corso.
Alcuni locali hanno fatto le ore piccolissime: «Non possiamo descrivere fino in fondo come ci eravamo ridotti - scherzano al Bar l’Angolo in via Roma – È stata una bella festa, con un gran bel giro di persone fino a tarda notte, non riuscivamo a chiudere».
«C’abbiamo investito tanto, ma è servito», dicono alla pizzeria Stregatto e in altri bar del centro. Opinioni che tra i ristoratori si ripetono lungo il corso, ma che ritornano anche quando si guarda ad altri settori: l’abbigliamento in primo luogo. «Bella serata, molta gente», dicono da Divo.
«Forse l’evento andrebbe pubblicizzato di più, ma gente ce n’era, più che in un venerdì qualsiasi – commentano Paola e Lucia di “Polette donna” – Le persone hanno apprezzato coloro che si sono dati più da fare, alcune vetrine erano molto belle e la serata nel complesso è riuscita».
«Le catene di negozi avrebbero potuto fare la loro parte – dicono in molti – Tante non partecipano, ma poi restano aperte: non è il modo di comportarsi».
Non manca poi un po’ di malinconia per le prime edizioni della festa. «Ricordando le edizioni degli anni Novanta vengono le lacrime agli occhi, dovremmo imparare a creare un po’ più di attesa, o a pubblicizzare la serata a dovere anche se per i tempi che corrono c’era tanta gente», spiegano i gestori della gioielleria Fratelli Mori, nel cuore del centro. Che azzardano un’ipotesi: «Prendersi una pausa di qualche anno? Forse alla manifestazione farebbe bene».
Voci critiche, se non addirittura in direzione contraria, quelle che invece arrivano dai commercianti di via Primo Maggio. «Hanno chiuso il traffico fino a Piazza Andrea da Pontedera, ma installazioni e luci erano tutte dedicate al corso – denuncia Pablo Badalassi, del negozio 5ª Strada. – Noi paghiamo come tutti gli altri, ma la gente svoltava all’altezza del Comune, non andava oltre la scritta Hollywood».
Denuncia su cui ritornano un po’ tutti gli esercenti della zona, come Franco Cipollini, di Carnaby, o Samanta di Pretty Store, a due passi dal municipio: «L’anno prossimo terrò chiuso, inutile dedicarci tempo e soldi. Per noi che stiamo in piazza l’evento è stato molto sotto tono».
Nilo Di Modica
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