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Rischia di soffocare per un boccone: salvata

Rischia di soffocare per un boccone: salvata

È accaduto in un ristorante. La donna ringrazia il suo soccorritore «Senza di lui sarei morta, provvidenziale l’intervento per espellere la carne»

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PISA. Cena tra amici al ristorante con imprevisto. Di quelli che il pendolo della fatalità può far oscillare tra la tragedia e lo scampato pericolo.

C’è una signora che giovedì sera ha avuto un angelo custode al suo fianco. E non in senso figurato. Angela Giannessi, 66 anni, residente a Putignano, ha rischiato di morire soffocata per un boccone di carne rimasto incastrato nell’esofago. Non andava né giù, né su. E l’effetto è stato quello di togliere il respiro alla pensionata che stava trascorrendo una serata in compagnia di amici al ristorante Re di Puglia sull’Aurelia. Dal sorriso al dramma in un attimo. «Meno male che accanto a me c’era un amico che fa assistenza domiciliare e sa come comportarsi – racconta la signora Giannessi -. Se non era per lui sarei morta. Anche se avessero chiamato l’ambulanza non so quanto avrei resistito senza respirare». L’autore del salvataggio si chiama Renato Cinacchi, di Pisa, esperto di primo intervento nei soccorsi. Erano circa le 22 e arrivati al secondo piatto del menu, Angela Giannessi ha iniziato a mangiare la sua carne alla griglia. «Forse il boccone era un po’ troppo grosso o magari non ho masticato bene – riflette la donna –. Fatto sta che mi si è fermato in gola come un macigno». I tentativi di espellere il corpo estraneo a colpi di tosse sono falliti. È in quel momento che l’angelo custode ha assunto le sembianze di Renato Cinacchi.

Senza perdere la calma, l’assistente domiciliare ha capito subito qual era il problema di Angela sempre più indifesa con quella tosse continua causata dalla porzione di carne che le impediva la respirazione. Si è alzato dal tavolo e davanti agli altri commensali preoccupati per le condizioni della donna, Cinacchi con mosse sicure ha eseguito in pochi secondi la manovra di Heimlich esercitando con le mani, da dietro, una pressione sotto il diaframma di Angela.

«Il boccone è uscito dopo qualche secondo – prosegue la pensionata –. Mi sono sentita riavere. Mangio abitualmente la carne alla griglia e non mi era mai capitato di dover affrontare un’emergenza del genere. Avevo letto sui giornali di casi simili, con gente che addirittura era morta per un boccone andato di traverso. Mai avrei pensato che un giorno sarebbe potuto accadere anche a me. Vivo da sola e se fosse successo a casa mia sarei morta. Se non ci fosse stato Renato ora non sarei qui. Per questo lo voglio ringraziare pubblicamente. Gli devo la vita». Risolto l’imprevisto la cena è proseguita con la gioia di un dramma evitato. D’obbligo i calici in alto per la storia a lieto fine. «Anche se scossa per quello che mi è capitato, ho voluto brindare alla vita» sottolinea la donna che da ieri non vuole più mangiare da sola.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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