Sicurezza
Fondazione, Marinella è il nuovo presidente
Il notaio di Pontedera al timone dell’ente che controlla la Cassa di San Miniato Spa Sono stati nominati anche il comitato di gestione e il collegio dei revisori
SAN MINIATO. Il notaio Mario Marinella, che svolge la professione a Pontedera, è il nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, l’ente che controlla l’impresa bancaria.
Marinella, che è stato eletto dal consiglio di indirizzo, ha fatto parte del comitato di gestione, «sostenendo con convinzione e lavoro costante - si legge in una nota della Fondazione - l'azione del presidente uscente, Antonio Guicciardini Salini. Il notaio Marinella è conosciuto sia per la sua professionalità, sia per l'impegno sociale che da sempre lo caratterizza».
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Sono stati nominati anche i componenti del comitato di gestione e del collegio dei revisori, giunti alla naturale scadenza del mandato.
I membri del comitato di gestione, che ha tutti i poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Fondazione nel rispetto dei programmi e degli atti deliberati dal consiglio di indirizzo, sono Renzo Gamucci, già docente di matematica; Giovan Battista Mattii, professore associato alla Facoltà di Agraria dell'Università di Firenze; Gianfranco Rossi, già insegnante di lettere; Mario Sladojevich, già dirigente scolastico. Tutti e quattro facevano parte del precedente comitato.
Infine, è stato nominato il collegio dei revisori della Fondazione, organo che resterà in carica fino al 2019. Ne fanno parte tre dottori commercialisti: Ivano Parentini, presidente, Mauro Carugi e Leonetto Corti. Il notaio Marinella, la cui elezione al vertice dell’ente era stata anticipata dal “Tirreno” nell’edizione di mercoledì, dovrà gestire una fase assai delicata nella vita della Fondazione, chiamata a dismettere in parte o del tutto la partecipazione nella Spa bancaria, alla luce del recente accordo tra l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa (Acri) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Si tratta di una manutenzione dell'impianto normativo che riguarda gli enti no profit d’origine bancaria e ha tra i princìpi cardine la diversificazione degli investimenti: una fondazione non può concentrare più del 33% dell'attivo patrimoniale in un singolo soggetto. Inoltre non è previsto il ricorso a forme di indebitamento, salvo in caso di temporanee e limitate esigenze di liquidità, e non è permesso l'uso di derivati se non per finalità di copertura o in operazioni che non presentano rischi di perdite patrimoniali.
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