Il dolore
Rubati sette computer all’istituto Gandhi
Durante la visita notturna gli autori del furto hanno portato via trentacinque euro oltre ai soldi delle macchinette degli snack. Sull’episodio indaga la polizia
PONTEDERA. Ancora un furto ai danni di una scuola. Nella notte i ladri hanno visitato l’istituto Gandhi e hanno portato via 35 euro, un tablet, sette personal computer e i soldi delle macchinette delle merendine. Potrebbe sembrare una fredda lista di oggetti, finita in una delle tante segnalazioni di furto. Ma questi materiali sono stati sottratti ai bambini e dovevano essere utilizzati per le attività didattiche. Il furto è stato scoperto dal personale dell’istituto prima dell’inizio delle lezioni e poi è stata chiamata la polizia per la denuncia e perché effettuasse un primo sopralluogo.
A dare la notizia è stato il sindaco, Simone Milozzi: «Ancora una volta registriamo un episodio di questo tipo che danneggia la comunità e soprattutto danneggia i giovani che utilizzano le strutture scolastiche».
Il sindaco condanna nella maniera più ferma gli autori del gesto: «Sono stati portati via degli strumenti informatici nuovi che la scuola aveva acquistato recentemente. Il danno subìto ha lasciato tutti interdetti, rovinando un clima positivo che si respirava in quell'istituto per il fatto che vi avevamo svolto importanti lavori di ristrutturazione e di miglioramento».
Secondo il sindaco, «occorre che si intervenga con severità su questi episodi e mi auguro che si individuino i responsabili e si faccia loro comprendere di quanto sia odioso e stupido colpire una scuola. Dobbiamo capire tutti che la scuola è importante e va difesa da parte di tutti. Nei giorni scorsi avevo commentato un episodio analogo alla Rotta e avevo sottolineato come l'azione vandalica fosse ridicola: ridicola perché pensando di fare un danno al Comune, alla scuola e agli insegnanti non si accorgono di farlo all'intera comunità che è composta anche da loro. Domani toccherà ai loro figli vivere in quegli spazi. Ripeto anche stavolta che l'azione è meschina perché danneggiare ambienti ed arredi di una scuola significa agire in spregio a tutti gli alunni che vi trascorreranno buona parte del proprio tempo».
Gli amministratori comunali, così come il personale dell’istituto si augurano che la polizia riesca a trovare i responsabili dell’ennesimo raid compiuto ai danni delle scuole non solo di Pontedera ma anche della provincia. Casi simili ci sono stati a Cascina e Pisa, oltre che nel Valdarno.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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