Gioco
Ristori, mobilità in vista per decine di lavoratori
Nei prossimi giorni sindacati e azienda a colloquio per gli ammortizzatori sociali Intanto i creditori hanno 20 giorni di tempo per approvare il piano di concordato
MONTECALVOLI. Sono giorni cruciali per il futuro delle Officine Ristori di Montecalvoli, l’azienda dell’indotto Piaggio che lo scorso anno ha attraversato una crisi segnata da scioperi notte e giorno da parte dei lavoratori e sfociata nella richiesta di concordato in continuità al tribunale di Pisa.
Nei giorni scorsi sono avvenuti due fatti rilevanti. Il primo è l’apertura della mobilità, essendo scaduto il contratto di solidarietà. Il secondo, invece, è l’adunanza di parte dei creditori, proprio al tribunale di Pisa, per l’approvazione o meno del piano di concordato presentato dal commissario giudiziale, Pasquale Giovinazzo. Ora si dovrà attendere 20 giorni per conoscere l’esito della votazione. E, in caso di parere favorevole, l’azienda potrà dare il via al piano di risanamento. Diversamente, la fase che attende le Officine Ristori sarà estremamente difficile.
Il tutto mentre nei prossimi giorni i sindacati e i rappresentanti della ditta s’incontreranno per definire la questione del personale e degli ammortizzatori sociali da attivare. L’attuale forza lavoro di Ristori è composta da 123 dipendenti. Dal novembre scorso, da quando cioè si è conclusa la vertenza sindacale con l’avvio del contratto di solidarietà, se ne sono andati in sedici, tra licenziamenti volontari ed esodi volontari. Ora, però, il numero di operai e impiegati dovrà essere ridotto ulteriormente. I numeri degli esuberi non sono ancora stati definiti. Ma attualmente si parla di alcune decine di lavoratori. Tutto, però, sarà stabilito negli incontri tra sindacati e azienda. La discussione ruoterà attorno a un anno di cassa integrazione, ammortizzatore sociale che nell’immediato dovrebbe permettere di gestire il personale in eccesso. Sperando che il piano di risanamento, poi, abbia effetti positivi sui conti dell’azienda.
Il tentativo di Ristori di rimettersi sulla giusta carreggiata, comunque, sembra davvero concreto, dopo un periodo molto delicato in cui si è passati dal contratto di solidarietà dal novembre 2014 al maggio scorso, poi rinnovato fino a settembre. Una formula per gestire la crisi dovuta al calo di commesse provenienti da Piaggio e dagli altre società del settore metalmeccanico. Proprio un intervento da parte dell’azienda della Vespa, che ha garantito un certo quantitativo di ordinativi, mai però definiti nei numeri, ha aiutato a risolvere temporaneamente i problemi. Ma adesso si entra nel vivo: l’obiettivo è il rilancio, non più rinviabile, di una delle aziende storiche della provincia di Pisa.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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