Attenzione
Nessun colpevole per la morte di Jocelyn
Il ragazzino si schiantò contro un rimorchio parcheggiato in divieto di sosta, la famiglia non ha ancora avuto il risarcimento
PONTEDERA. Sono trascorsi quattro anni dalla morte di Jocelyn Toninelli, studente di 17 anni, di Montecalvoli. E la vicenda legale è lontana dal concludersi.
La mattina del 7 settembre 2011 il ragazzo stava andando a scuola con il suo motorino quando, entrando dalla provinciale Francesca al Ponte alla Navetta, decise di percorrere una scorciatoia, la strada con divieto di traffico che poi è il vecchio tratto della provinciale Sarzanese Valdera, diventato pista ciclabile da quando il ponte è stato chiuso alle auto, dopo che è stata realizzata la nuova viabilità che collega Pontedera con Calcinaia. Un tratto di pochi metri, stretto e con l’asfalto in gran parte dissestato, ora chiuso da adeguate barriere ma che al momento della tragedia non era attraversata solo da bici e pedoni, ma anche da moto e scooter. La vittima si schiantò contro il rimorchio di un tir parcheggiato lungo la strada, fuori da un'area di cantiere.
Il mezzo era stato lasciato lì da un operaio di un’azienda edile di Palaia che aveva trasportato un escavatore per fare lavori commissionati da Acque spa nella zona del Ponte alla Navetta, vicino al parco dei Salici. Purtroppo non ci sono testimoni in grado di riferire sull’incidente. La ricostruzione effettuata dalla polizia municipale e anche da alcuni consulenti che, insieme all’avvocato Sonia Ticciati di Pontedera, hanno seguito la vicenda per conto della famiglia della vittima, ipotizzano che il ragazzo abbia sbandato alcuni metri prima del mezzo pesante, probabilmente a causa di una buca. E poi lo scooter sia finito contro il camion lasciato in sosta vietata.
L’inchiesta penale non ha portato a nulla, non sono state cioè ravvisate ipotesi di reato. La famiglia della vittima in questi quattro lunghi anni, oltre a combattere contro il dolore per la morte di un figlio, ha cercato di ottenere un risarcimento dei danni. Anche se dopo l’incidente è stato accertato che la strada era sconnessa, che la segnaletica che avrebbe dovuto informare del divieto di accesso era stata posizionata in maniera non visibile dal lato del Ponte alla Navetta e che il camion era stato parcheggiato in divieto di sosta già da alcuni giorni senza che nessuno ne avesse sollecitato la rimozione, nonostante tutto ciò, le parti che sono state chiamate in causa nelle varie fasi della negoziazione assistita effettuata dall’avvocato Ticciati si sono tirate indietro. Ognuno respinge le responsabilità, dal Comune di Pontedera, proprietario di questo tratto di strada, alla Provincia di Pisa, competente per quanto riguarda la segnaletica della provinciale Sarzanese Valdera. Lo stesso l’azienda proprietaria del camion che si trovava in sosta vietata.
Così nel corso del tempo la famiglia dello studente si è trovata a sentire più volte lo stesso ritornello: «Non si ravvisano estremi di responsabilità da parte nostra». E ora i genitori si trovano davanti ad un nuovo bivio, quello di intraprendere una causa civile, rimettendosi alla valutazione di un consulente tecnico d’ufficio e poi del giudice. Causa che certamente non avrà una conclusione rapida e il cui esito, con queste premesse, non è facilmente prevedibile.
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