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Cassa d’espansione i cittadini chiedono agli enti di fare presto

Cassa d’espansione i cittadini chiedono agli enti di fare presto

Posarelli (Comitato di S. Casciano): «Soprintendenza e Comune fanno muro contro muro, ma così il problema non si risolve»

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SAN CASCIANO. «Mettetevi d’accordo, ma sbrigatevi a realizzare la cassa di espansione lungo via Stradello e il fosso della Mariana Schippisi». Questo il messaggio lanciato da Luca Posarelli, membro del Comitato del paese che normalmente si occupa della fiera che si svolge ogni anno ad agosto nella frazione del Comune di Cascina. Il suo è un pensiero personale, da cittadino. Ma non per questo meno d’impatto per una vicenda che si protrae dal 2009.

«È vero che l’indagine archeologica richiesta dalla Soprintendenza rappresenta sia un costo in più - dice ancora Posarelli - che un’operazione forse poco utile. Ma è altrettanto vero che l’intervento, per arginare le piogge che cadono in modo sempre più violento, ormai non è più rinviabile. Dalle nostre parti, ogni volta che piove, subiamo danni ingenti a cui le persone non riescono più a fare fronte».

Secondo Posarelli, Soprintendenza e Comune dovrebbero «venirsi incontro, invece di fare muro contro muro come sembra stia avvenendo. Probabilmente tutte le posizioni sono legittime. Ma il risultato è che il problema continua a non essere risolto. E se consideriamo che il rimpallo di responsabilità va avanti da anni ormai, si capisce quanto questa situazione sia strana e negativa per il paese e il territorio».

Secondo l’abitante di San Casciano, la vicenda è frutto di un misto di responsabilità. «È innegabile che ormai non piove più come in passato - afferma - Con le cosiddette bombe d’acqua cade pioggia in misura molto più abbondante che in passato. E in brevissimo tempo. È anche vero, però, che gli enti coinvolti dovrebbero riuscire a mettersi d’accordo per il bene dei cittadini che, poi, si ritrovano a dover fare la conta dei danni». E che, verrebbe da aggiungere, devono far fronte a spese che difficilmente vengono rimborsate dalle istituzioni.

Parole dure, ma inevitabili in un contesto sociale esasperato dai sempre più frequenti danni del maltempo. Le casse di espansione a San Casciano non risolveranno completamente il problema degli allagamenti. Ma sono un’opera di cui si discute dal 2009 e che, a questo punto, dovrebbe essere avviata e conclusa. Invece Soprintendenza, Comune di Cascina e Consorzio di bonifica Basso Valdarno sono ancora alle prese con una firma digitale da mettere sull’accordo per il via ai lavori.

I lavori comprendono anche l’indagine archeologica preventiva richiesta per individuare eventuali reperti storici in una zona che il sindaco Alessio Antonelli definisce «agricola da tantissimo tempo».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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