Sicurezza
Ex Cdc, si profilano tre anni di ammortizzatori sociali
Domani incontro tra sindacati e azienda, potrebbe arrivare un compratore Ma l’obiettivo più vicino è ottenere la cassa integrazione straordinaria
PONTEDERA. Tre anni di ammortizzatori sociali. È questa la speranza che si profila all’orizzonte per i 90 dipendenti dell’azienda informatica Cidici, la ex Cdc, di cui 80 della provincia di Pisa, dopo la messa in liquidazione della società. Dall’assemblea tra dipendenti e sindacati, che si è svolta l’altra sera, è emersa proprio l’intenzione di percorrere questa strada.
«Sarebbe un modo per dare respiro a lavoratori che, diversamente, andrebbero incontro a grosse difficoltà», ha spiegato Ombretta Pieracci della Filcams Cgil.
Una soluzione che allevia solo in parte l’amarezza di un gruppo di lavoratori che ora sono preoccupati per il recupero delle spettanze, ma soprattutto che vogliono una ricollocazione nel mondo del lavoro che garantisca loro il salario necessario a loro e alle rispettive famiglie.
Il progetto è di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per dodici mesi e poi alla Naspi, la ex mobilità, per altri ventiquattro. La corsa, però, è contro il tempo.
«Dobbiamo fare tutto prima del 31 dicembre prossimo - ha detto la sindacalista - perché dal 2016 cambieranno le regole degli ammortizzatori sociali e non potremmo più rientrare nell’attuale legislazione. È una soluzione possibile per procedure concorsuali o fallimentari».
I sindacati dovranno confrontarsi su questo percorso con le figure tecniche che seguono la vicenda sotto il profio legale e burocratico da quando è stata decisa la procedura di messa in liquidazione.
«Dovremo concordare i passi, anche burocratici, da fare per giungere alla massima salvaguardia del salario per i lavoratori», ha aggiunto la sindacalista Pieracci.
Della vicenda si è interessato anche il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, che ha condiviso con i sindacati il percorso da fare verso l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Già nella precedente crisi, che aveva portato al passaggio da Cdc a Cidici, l’amministrazione comunale aveva svolto un ruolo importante, coinvolgendo il presidente della Regione Enrico Rossi. Questa volta, però, sembra che la proprietà abbia tenuto sotto traccia i problemi.
Un’altro aspetto della vicenda riguarda i fornitori verso cui Cidici ha debiti. L’ammontare complessivo, però, al momento non è noto e potrebbe essere oggetto di discussione durante l’incontro tra dirigenza e sindacati domani. Di sicuro c’è che la situazione non era più gestibile dalla società che, mentre ripagava il debito pregresso di Cdc con lo Stato, doveva anche sostenere una gestione a cui mancava liquidità. E prima di subire la richiesta di fallimento da un creditore, la proprietà ha deciso di procedere con la messa in liquidazione.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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