Il Tirreno

Pontedera

Fondazione, il favorito è il notaio Mario Marinella

di Luca Daddi
Fondazione, il favorito è il notaio Mario Marinella

Salvo ribaltoni, il professionista sarà il successore di Antonio Guicciardini Salini al vertice dell’ente che controlla la Cassa di Risparmio di San Miniato Spa

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SAN MINIATO. C'è Mario Marinella, conosciuto e apprezzato notaio di Pontedera, in pole position per la presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

L'elezione è prevista domani 24 settembre e, salvo ribaltoni dell’ultima ora, Marinella dovrebbe sedersi sulla poltrona più importante nella città della Rocca al posto di Antonio Guicciardini Salini che lascia dopo dieci anni, cinque da vice e altrettanti da presidente.

Se l'ipotesi Marinella è la più accreditata, negli ultimi tempi ne era circolata anche un'altra che vedeva in pista il commercialista Alberto Lang, vicepresidente della Cassa di Risparmio Spa, ma questa è tramontata per motivi tecnici legati al ruolo del professionista nel consiglio d’amministrazione dell'azienda bancaria.

Se l'elezione di domani porterà Marinella alla presidenza, il notaio si troverà a gestire una fase assai delicata nella vita della Fondazione, chiamata a dismettere in parte o del tutto la partecipazione nella Spa bancaria, alla luce del recente accordo tra l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa (Acri) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Accordo che ha segnato l'avvio dell'autoriforma delle fondazioni d’origine bancaria.

Si tratta di una manutenzione dell'impianto normativo che si inserisce nella strategia complessiva messa in atto dal governo Renzi per riformare e ammodernare il sistema del credito.

Il protocollo è stato elaborato da un tavolo di lavoro coordinato da Robero Garofoli, capo di Gabinetto del Mef. Tra i principi cardine contenuti nel testo c’è la diversificazione degli investimenti: una fondazione non può concentrare più del 33% dell'attivo patrimoniale in un singolo soggetto. Inoltre, non è previsto il ricorso a forme di indebitamento, salvo in caso di temporanee e limitate esigenze di liquidità, e non è permesso l'uso di derivati se non per finalità di copertura o in operazioni in cui non siano presenti rischi di perdite patrimoniali.

Con il protocollo le fondazioni si impegnano a garantire trasparenza nelle loro attività pubblicando sui rispettivi siti web i bilanci, le informazioni sugli appalti, i bandi per le erogazioni, le procedure attraverso cui si possono avanzare richieste di sostegno finanziario e i criteri di selezione delle iniziative.

La sinergia tra Fondazione e banca è sempre stato un elemento fondante del sistema di potere a San Miniato e nella zona del Cuoio. La dismissione (parziale o totale) della partecipazione nella Cassa - in parole semplici: la vendita dell’istituto di credito - segnerà una svolta storica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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