Finanza
Ucciso da un’auto pirata
La vittima aveva 56 anni, era in scooter. Lavorava come magazziniere all’ospedale
PONTEGINORI. L’auto, come un proiettile impazzito, taglia in contromano la rotatoria, travolge e uccide Andrea Tani, 56 anni, di Saline di Volterra, magazziniere dell’ospedale di Volterra, che in quel momento ritorna verso casa dalla direzione di Cecina, dopo un giro domenicale. Uno scontro violento. Il corpo dello scooterista viene sbalzato e vola per alcuni metri. Quando cade sull’asfalto il cinquantenne è morto. La rotatoria in località Terrarossa a Ponteginori , dopo le 17, si bagna di sangue. E non è solo per una fatalità. Le prime testimonianze parlano di un’auto, una Grande Punto di colore grigio metallizzato, arrivata a folle velocità alla rotatoria, diretta a Ponteginori. Viaggia così velocemente che il conducente causa la tragedia. Ma poi succede qualcosa di ancora più grave. Quell’automobilista non si ferma. «Si è fermato, è sceso dall’auto, ha guardato il ferito, ha anche cercato di capire se dava segni di vita ed è andato via», diranno poco dopo sconcertati due testimoni, una giovane automobilista che si è trovata a passare poco dopo dal luogo della tragedia e il titolare del ristorante “La Baracchina”, situato a due passi dal luogo del terribile impatto. Prima di fuggire, sono questi fotogrammi impressi nella memoria di due testimoni, quell’uomo viene visto pure accendere una sigaretta. Nella confusione, nel panico al solo pensiero dell’uomo senza vita rimasto sulla strada, i passanti si concentrano sui soccorsi. Arriva l’ambulanza, il 118 di Pisa attiva anche Pegaso, l’eliambulanza anche se questa sarà una missione a vuoto. Impossibile strappare lo scooterista, descritto da tutti come una persona attenta e prudente, ad un destino di morte. Al loro arrivo i carabinieri di Ponteginori, che si occupano dei rilievi e delle indagini per risalire all’auto pirata, preso atto della morte del 56enne e del fatto che nello scontro è coinvolta un’auto pirata diramano le ricerche di una Grande Punto di colore grigio chiara. Ci sono le foto dell’auto che potrebbe avere ucciso. Fino a sera inoltrata le ricerche non danno l’esito sperato e l’automobilista non si lascia prendere dal senso del rimorso.
Si sta verificando se i danni alla moto siano compatibili con l'urto contro un’auto. I carabinieri non escludono che la scivolata mortale sia stata provocata dalla manovra azzardata dell’automobilista.
Intanto a Saline di Volterra, dove abitava la vittima, si diffonde la notizia della tragedia. La moglie Catia Bigazzi, geometra, è stata consigliera comunale a Volterra. L’uomo lascia anche due figlie, Vittoria e Ottavia. La comunità si unisce al loro dolore, con telefonate e messaggi. Una famiglia molto conosciuta a Volterra come quella del cognato, Carlo Bigazzi, ex titolare del “Caffè dei Fornelli”. «Siamo disperati», sono le poche parole che il cognato riesce a dire. La moglie della vittima non si dà pace. «Voglio sapere chi è stato», si dispera nella loro casa di Saline mentre i parenti tentano di farle coraggio. Lutto anche nel mondo dello sport. Tani allenava le formazioni giovanili del Pomarance. In passato aveva lavorato alla Salina di Volterra e ora era dipendente dell’Asl e lavorava alla farmacia dell’ospedale di Volterra come magazziniere.
La salma è a medicina legale. Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta.
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