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Pontedera

Nuove Asl: rischio scissione per i Comuni del Valdarno

Nuove Asl: rischio scissione per i Comuni del Valdarno

Differenza di vedute tra i cittadini intervenuti al consiglio comunale aperto sul tema della sanità: la scelta verte tra l’area empolese e quella pisana

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CASTELFRANCO. Un consiglio comunale aperto, quello che si è tenuto l’altra sera a Castelfranco, per parlare insieme ai cittadini della riforma della sanità regionale che dal primo gennaio 2016 vedrà scendere da 12 a 3 le Aziende di unità sanitarie locali della Toscana. Al posto delle vecchie Asl nasceranno tre grandi aziende che si occuperanno di attuare la pianificazione strategica all’interno di ciascuna delle cosiddette“aree vaste” (il centro, il nord-ovest e il sud-est della regione).

Per ogni macro-area verrà nominato un direttore, affiancato da un comitato di cui faranno parte i direttori generali delle Asl, che elaborerà e verificherà l’attuazione dei piani operativi aziendali. Non è ancora chiaro in quale area vasta verrà inserito il Comprensorio del cuoio, che finora ha fatto parte dell’Asl 11 di Empoli: se nella più vicina area costiera o in quella fiorentina. I dubbi e i timori dei cittadini , però, sono tanti: l’idea di doversi spostare fino a Firenze per farsi curare non piace ai più, che vedono in Pisa una città più vicina e alla portata delle persone più anziane. La risposta dell’amministrazione comunale è chiara. «La creazione di 3 Asl serve a garantire un’efficienza maggiore e un miglior impiego delle risorse pubbliche - spiega il consigliere Giorgio Moretti – Ogni cittadino avrà comunque la possibilità di scegliere dove farsi curare. La legge regionale prevede il mantenimento del territorio di riferimento, ma potrebbe decidere di cambiarlo».

All’assemblea hanno partecipato anche i residenti dei comuni vicini per chiedere che fine faranno i servizi, in seguito al taglio di 120 milioni di euro alla sanità toscana. A Montopoli, in particolare, è nato un comitato spontaneo di cittadini che punta a raccogliere le firme (già 1021) per l’abrogazione della legge 28. Un obiettivo condiviso appieno dai membri del Movimento 5 Stelle di Castelfranco, che si oppongono in maniera radicale alla riforma. Nei comuni di San Miniato e Santa Croce, invece, la situazione è leggermente diversa: qui la popolazione preferisce farsi curare nella zona empolese piuttosto che all’ospedale di Pontedera.

Il Valdarno Inferiore, dunque, sembra rimanere diviso in merito alla questione sanitaria e sorge l’ipotesi che i quattro comuni del Comprensorio prendano strade diverse e arrivino a mettere in discussione l’Unione. Ma il sindaco Gabriele Toti rassicura: «Il Valdarno resterà unito. La zona costiera è il nostro punto di riferimento, ma la decisione finale spetterà al consiglio regionale. Anche in caso di cambiamento territoriale, lo scopo sarà quello di controllare i costi e mantenere alti gli standard qualitativi dei servizi sanitari». Presente anche il consigliere regionale Andrea Pieroni, che conclude: «Apriremo una fase di confronto e ascolto per capire le esigenze dei cittadini».

Elena Battaglia

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