Il Tirreno

Pontedera

Spaccio di droga nei bagni della galleria

di Andreas Quirici
Spaccio di droga nei bagni della galleria

I balordi tengono in scacco il quartiere stazione Traffici anche ai giardinetti del palazzo Rota

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PONTEDERA. Tappeti gommati stesi a terra pieni zeppi di bambini a giocare e divertirsi. Il sole che illumina il giardino e nel mezzo di piazza Vittime dei Lager nazisti tantissimi adulti, tra genitori dei ragazzini, rappresentanti della consulta del centro città nord ferrovia e, naturalmente, esponenti del Comune.

Era il maggio scorso, il primo appuntamento di una serie di iniziative per rivitalizzare un quartiere e strapparlo al degrado. Un’operazione giusta nelle intenzioni, ma che non sembra aver dato frutti sperati.

Come s’intuisce osservando ieri “il movimento” nello stesso giardino tra la Coop e il palazzo Rota, dopo le segnalazioni dei residenti. E che si capisce ancora meglio affacciandosi nel bagno pubblico a uso dei clienti della galleria commerciale. Dove in un cestino dei rifiuti c’erano due siringhe appena usate.

Il tutto a mezzogiorno e mezzo. E a pochi metri da quelle altalene e quegli scivoli che dovrebbero essere usate dai bambini del quartiere. O dalle panchine su cui si dovrebbero sedere mamme e anziani che vivono nella zona. E che, invece, già da metà mattinata sono occupate da giovani che si guardano intorno di continuo, squadrando chi potrebbe essere lì per rovinare i loro “traffici”.

Il clima è apparentemente tranquillo. Ma guardando meglio si vedono scene di spaccio con accorgimenti da professionisti. L’incontro tra spacciatore in canottiera bianca e acquirente, con addosso una maglietta nera, avviene come se fossimo di fronte due normali amici. Il tempo di due chiacchiere veloci e se ne vanno. S’infilano nell’ingresso laterale della galleria commerciale, quello che dà proprio sui giardini, e spariscono nel garage sotterraneo. Lontani da occhi indiscreti per lo scambio soldi-droga.

Un giovane, invece, prima di entrare nello stesso ingresso si guarda intorno e si dirige al bagno. Ha l’aria normale. Non dà particolari segnali di ansia o di malessere. Ma quando esce dal bagno, appaiono le due siringhe nel cestino.

Tutto avviene alla luce del sole in una normalità che si ripete ogni giorno. Proprio mentre in via Brigate Partigiane molti studenti con lo zaino sulle spalle tornano alle loro case dei Villaggi dopo la scuola. E mentre rischiano di chiudere per mancanza di clienti le poche attività rimaste nella galleria della Coop, dove, tra l’altro, c’è anche la sede dell’Unione Valdera.

La sorveglianza all’interno della struttura commerciale si limita a due passaggi di guardie giurate al giorno. In più c’è un vigilante che, però, si occupa solo di quello che accade nel supermercato e dell’incolumità di cassieri e addetti dei vari reparti durante gli orari di apertura e chiusura.

Di fatto siamo in una terra di nessuno dove succede di tutto, tra droga consumata o nascosta all’interno dello stesso bagno. Oppure occultata tra i cespugli lungo strade e giardini. E lo sconforto si percepisce parlando al telefono con Filippo Russo, l’amministratore del condominio di cui fa parte la galleria della Coop.

«Abbiamo fatto infinite segnalazioni - dice Russo - ma non è cambiato niente. Ogni mese dobbiamo riparare gabinetti e porte dei bagni, rotti da chi consuma o nasconde la droga. Avevamo proposto di sbarrarne l’ingresso, perché è una situazione insostenibile. Essendo bagni pubblici, l’unica soluzione è stata quella di chiuderli alle 18,30. Ma non serve a eliminare i problemi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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