Sicurezza
Carabinieri in congedo a fare da sentinelle
È una delle soluzioni pensate per migliorare la sorveglianza, tra le ipotesi anche l’impiego dei militari come a Pisa
PONTEDERA. L’annuncio dato dalla prefettura alla fine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica - la riunione era stata chiesta dal sindaco Simone Milozzi per parlare della criminalità nella zona della stazione ferroviaria, in viale Italia e in piazza della Solidarietà - ha riportato l’attenzione sulle questioni della sicurezza a Pontedera, anche perché è stato ventilato l’arrivo dell’esercito. Finora l’amministrazione comunale, di concerto con le forze di polizia, aveva affrontato i problemi legati a spaccio e prostituzione cercando di rassicurare i cittadini. Ora invece si parla addirittura dell’impiego di militari.
«È stata condivisa un'azione congiunta sulla base di una leale collaborazione tra la prefettura e il sindaco - è stato spiegato - e, nell'ambito di una riunione tecnica in questura, saranno pianificati servizi mirati, eventualmente anche con l'ausilio delle forze in dotazione del progetto "Strade sicure", (che comprende anche l’impiego di militari dell’esercito, ndr) per le zone più critiche, oltre all'eventuale intensificazione del dispositivo di controllo del territorio».
Il giorno successivo alla riunione, Millozzi spiega che la riflessione in sede di comitato ha riguardato più aspetti. Pontedera ha chiesto maggiori controlli delle forze di polizia nelle zone “calde”. Se polizia e carabinieri non avranno uomini a sufficienza, potranno essere impiegati anche i militari dell’esercito, come già accade a Pisa.
Tuttavia, in modo particolare per la stazione è stato chiesto l’impiego costante della stazione mobile dei carabinieri e di un ufficio mobile della polizia. Ma soprattutto è stata presa in considerazione la possibilità di impiegare nei servizi di monitoraggio e prevenzione, in grado poi di attivare le forze di polizia, nuclei di volontari di carabinieri e poliziotti in congedo. Le due associazioni hanno molti soci, potrebbero dare il loro contributo accanto agli interventi istituazionalizzati.
Il prefetto, Attilio Visconti, spiega ancora meglio: «Con riferimento all’impiego dell’esercito a Pontedera, si tratta di una ipotesi che abbiamo esaminato con il sindaco. Sarà cura del questore tradurre un’ipotesi in fatti concreti al termine di una riunione tecnico operativa che verrà convocata nei prossimi giorni».
L’esito dell’incontro del comitato provinciale ha spiazzato anche chi in quesi mesi ha lavorato al tavolo della sicurezza costituito dal Comune. «Non sono riuscito a capire se c’è stata una richiesta da parte del sindaco – dice Alessandro Puccinelli, il consigliere comunale dell’opposizione – e se sia stato paventato genericamente l'impiego dell’esercito». Puccinelli della Listica civica Indipendente, pur riconoscendo le oggettive e serie difficoltà di certe zone, giudica «strano che si arrivi a parlare di presìdi militari. Si ritiene che la situazione sia grave al punto di vedere pattugliare il quartiere della stazione con soldati in armi? Eravamo già intervenuti su questo punto chiedendo più presenza alle forze che normalmente vigilano il territorio: carabinieri, polizia e polizia locale. Doveva essere istituito dalla municipale l'agente di quartiere presente nelle zone più a rischio e con compiti di monitoraggio e raccordo con i cittadini e gli esercizi pubblici. Una misura fattibile, non eccezionale e commisurata ad una situazione che, per certe estremizzazioni, avevamo definito eccessiva. Poteva essere aperto di nuovo l’ufficio della Polfer, non è stato fatto. Prima di interventi spot della portata di pattugliamenti militari nel centro città, a nostro parere avremmo bisogno di dotare le forze di polizia, già presenti sul territorio, di personale e mezzi. Anche con l’esercito in campo non si risolverà niente se al contempo leggi chiare, giustizia rapida e certezza della pena rimarranno nodi cruciali irrisolti».
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