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Quel museo mai aperto finisce in Parlamento

Quel museo mai aperto finisce in Parlamento

La raccolta delle arti e dei mestieri della Toscana pronto da quattro anni ma con le porte chiuse senza motivo: già sette interrogazioni al ministro

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SASSO PISANO. Inaugurato circa quattro anni fa e mai aperto, il Museo delle arti e dei mestieri della Toscana di Sasso Pisano è stato oggetto negli ultimi due mesi e mezzo, tra Camera e Senato, di almeno 7 interrogazioni parlamentari. Una del M5s, una del Pd, una di Forza Italia, una della Lega, tre di Sel. L’ultima dell’8 settembre, della deputata di Forza Italia Deborah Bergamini che chiede al ministro dei Beni culturali se «non ritenga necessario e urgente conoscere il motivo della mai avvenuta apertura e se non ritenga opportuno avviare una verifica presso il museo stesso per accertare la congruità delle strutture e dei metodi e delle procedure di conservazione delle opere, soprattutto in considerazione del valore culturale del progetto, a vocazione nazionale, e del pregio artistico delle opere donate».

In sostanza tutto l’arco parlamentare chiede al governo chiarimenti in merito a un museo che doveva essere aperto da anni, ma tuttora chiuso.

Ricordiamo che all’interno del museo fantasma, un progetto che vantava peraltro il patrocinio della presidenza della Repubblica, della presidenza del Consiglio, del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e della Regione Toscana, avrebbero dovuto essere visibili opere di notevole pregio offerte da imprese d'eccellenza toscana e da personalità del mondo della cultura, quali il tenore Andrea Bocelli, lo stilista Salvatore Ferragamo, l'Accademia navale di Livorno, la Scuola Normale di Pisa, la Federazione italiana giuoco calcio: dagli spartiti firmati dal tenore Andrea Bocelli a un corpetto da marinaio del 1800, uscito per la prima volta nella storia dalle stanze dell'Accademia Navale di Livorno, alle medaglie del presidente della Repubblica, le foglie d'oro di Manetti, i cappelli artistici di Grevi.

Già ai primi di luglio il M5s chiede al ministro «se intenda adottare provvedimenti di competenza, anche di carattere normativo per una pronta soluzione della vicenda e promuovere un confronto con i soggetti istituzionali coinvolti per accertare la regolarità delle procedure avviate dall'amministrazione comunale e lo stato dei fatti».

Gian Marco Centinaio della Lega Nord domanda al ministro «quali iniziative intenda assumere nei confronti dei responsabili della gestione di questo progetto, viste le gravi inadempienze». Marisa Nicchi di Sel chiede al ministro «se non ritenga opportuno acquisire elementi sul motivo della chiusura del Museo, anzi della mai avvenuta apertura». Maria Grazia Gatti (Pd) «se non ritenga di dover procedere alla verifica dello stato dell’arte, della realizzazione, dell'allestimento del progetto espositivo».

Gianni Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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