Sicurezza
A Castelnuovo la più grande opera di luce mai realizzata
CASTELNUOVO VALDICECINA. Sabato il borgo medievale di Castelnuovo Valdicecina si trasformerà in un'opera d'arte grande chilometri, firmata da Marco Lodola, noto a livello internazionale per le sue...
CASTELNUOVO VALDICECINA.
Sabato il borgo medievale di Castelnuovo Valdicecina si trasformerà in un'opera d'arte grande chilometri, firmata da Marco Lodola, noto a livello internazionale per le sue sculture luminose.
L'intero borgo e le torri di raffreddamento della centrale geotermica Enel Green Power fungeranno da palcoscenico per l'installazione di luce così imponente mai realizzata, attraverso proiezioni suggestive e uniche che saranno visibili fino al 31 dicembre.
L'iniziativa vede la curatela di Vittorio Sgarbi e la regia di Alberto Bartalini, architetto famoso per creare progetti di connubio tra l'assetto urbano delle città e l'arte contemporanea.
L'intero centro storico verrà predisposto come un vero e proprio museo diffuso, con le sculture luminose di Lodola allestite nelle piazze, nei vicoli, sui palazzi e in ogni luogo simbolo di Castelnuovo. Enel Green Power metterà a disposizione le torri di raffreddamento del proprio impianto, cosicché questa titanica installazione luminosa si proporrà come punto d'incontro tra la storicità del borgo e la modernità delle architetture industriali della centrale geotermica: i due elementi si fonderanno, fino a divenire un'unica, immensa, affascinate opera d'arte.
«Far illuminare da un artista un borgo storico - dice Sgarbi - è una soluzione felice per sottrarlo alla condizione di cimitero cui sono generalmente destinati, dall'illuminazione pubblica, tali luoghi. Lodola porta una festa a Castelnuovo, e fa tornare la vita e il colore in luoghi addormentati. Così che la realtà sia il sogno».
E sarà proprio Vittorio Sgarbi a presentare il progetto, sabato alle 19.30, nell'incantevole terrazza panoramica del centro di Castelnuovo. La Lectio magistralis del critico, che è aperta al pubblico e che toccherà i temi della luce e della bellezza, è fissata a un orario non casuale: le parole di Sgarbi accompagneranno infatti il tramonto, che poco a poco lascerà il posto all'installazione luminosa.
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