Sicurezza
«Mancato rispetto del capitolato» nella variante Sr 439
Castelnuovo: l’accusa della Provincia alla ditta costruttrice Le analisi del terreno dimostrerebbero la mancanza di calce
CASTELNUOVO VALDICECINA. «Da analisi di laboratorio abbiamo appurato che la ditta che ha realizzato la variante Sr 439 a Castelnuovo non ha rispettato il capitolato». Sono accuse pesanti quelle del funzionario della Provincia di Pisa, Massimiliano Giusti rivolte alla Alpin srl di Torrecuso, in provincia di Benevento. Secondo quanto spiegato dallo stesso Giusti, «la massicciata su cui è appoggiata la strada doveva essere realizzata con il materiale scavato sul posto, mescolato alla calce. Ma le analisi dimostrerebbero che mancherebbe proprio la calce».
E ora la strada degli sprechi, costata 11 milioni e franata prima dell’inaugurazione, è a un bivio: potrebbe essere oggetto di lavori ed essere finita per la fine dell’anno prossimo, oppure continuare il suo percorso infinito, senza soluzione.
Poche settimane fa è terminato il collaudo della variante. Un atto formale e dovuto, dall’esito (negativo) scontato, guardando le foto della strada. La non collaudabilità non è ancora stata ufficializzata, ma è già scritta in documenti del collaudatore, ricevuti dallo stesso Giusti, in cui si indicano i lavori da effettuare alla ditta costruttrice. Non è in dubbio, quindi, il risultato del collaudo. Ma il futuro di quella che avrebbe dovuto liberare il traffico, specie dei mezzi pesanti, dal centro di Castelnuovo. E dare un minimo segnale all’intera Valdicecina che, anche in questo territorio praticamente dimenticato dalle istituzioni che stanno al di sopra dei Comuni e dall’Unione montana, qualcosa sta cambiando.
Invece le prospettive di questi 2,2 chilometri di asfalto, pieno di dossi e avvallamenti, farebbero arrabbiare anche un monaco buddista. In pratica, la Provincia dovrà nominare una ditta esterna che faccia di nuovo il progetto. E poi affidare i lavori di recupero e ristrutturazione della viabilità alla stessa Alpin. Ed è a questo punto che si materializza la biforcazione: da un lato s’imbocca la strada dell’accettazione da parte della delle opere da realizzare, dall’altro c’è il rifiuto. Nel primo caso i lavori comincerebbero nella prossima primavera, «perché non si possono realizzare d’inverno, visto il maltempo che affligge normalmente la zona», spiega Giusti. E a quel punto in sei mesi l’operazione sarebbe terminata. Nel secondo caso, invece, il contenzioso non avrebbe più fine. E, molto probabilmente, Castelnuovo e la Valdicecina, in una zona dove il traffico pesante da e per Larderello, non vedrebbero praticamente mai la soluzione di una vicenda grottesca.
«Vedremo cosa succederà - riprende Massimiliano Giusti - La Alpin, per ora, ci ha lanciato segnali distensivi, dopo che in passato non aveva risposto positivamente alle nostre sollecitazioni». In ballo, per l’azienda del Beneventano, i seicentomila euro, Iva compresa, ancora da riscuotere. Ma soprattutto, quello che sta più a cuore all’azienda di Torrecuso, è evitare la segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che, dal 2014, ha inglobato l’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici (Avlp).
Quello che s’intuisce è che comincerà presto una trattativa con la ditta per trovare un rimedio utile a risolvere una situazione paradossale e inaccettabile come quella della variante infinita.
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