Gioco
Accusato d’aver ucciso la moglie, i legali chiedono di scarcerarlo
Sarà discussa il 28 settembre l’istanza di scarcerazione presentata al tribunale del Riesame dai difensori di Giacomo Benvenuti, marito di Marinella Bertozzi
SANTA CROCE. Sarà discussa il 28 settembre l’istanza di scarcerazione presentata al tribunale del Riesame dai difensori di Giacomo Benvenuti, marito di Marinella Bertozzi, accusato di averla uccisa a Querce di Fucecchio. L’operaio di Santa Croce è detenuto a Sollicciano dopo che il gip del tribunale di Firenze Alessandro Moneti ha rigettato una prima richiesta di scarcerazione, presentata nelle scorse settimane. Intanto il 25 settembre è la data dell’incidente probatorio sulle perizie e i reperti. Dovrebbero quindi essere chiuse a breve le indagini sulla morte della donna.
Marinella, 50 anni, originaria di San Miniato venne trovata senza vita il 30 ottobre di un anno fa, nella casa dove viveva con Benvenuti a Querce, nel comune di Fucecchio. Benvenuti, 40 anni, è stato arrestato alcuni mesi dopo, lo scorso marzo.
I difensori, gli avvocati Antonio Voce e Luca Tafi, chiedono la scarcerazione in attesa del processo o gli arresti domiciliari. L'uomo, che ha problemi di salute, è indagato dalla procura di Firenze per la morte della moglie che fu trovata non più cosciente in casa dai sanitari del 118 di Empoli, che pochi minuti più tardi ne constatarono la morte "per cause naturali".
Soltanto dopo alcune ore, e soprattutto dopo la denuncia del fratello e l'intervento dei carabinieri, fu disposta l'autopsia e scattarono le indagini. Anche se l’arresto è arrivato mesi dopo, fin dall’inizio i sospetti si erano concentrati sul marito che aveva dato l’impressione di avere omesso qualcosa nel suo racconto, a partire da quando aveva attivato i soccorsi.
La donna aveva varie proprietà immobiliari, tra cui una casa a Rosignano, in riva al mare e a pochi metri dal posto-barca della famiglia Bertozzi.
Secondo quanto è emerso durante la prima fase delle indagini, proprio pochi mesi prima del decesso, Marinella aveva fatto una permuta, cedendo l'abitazione per prenderne un’altra - di minore valore - accanto alla stazione, in una posizione decisamente sfavorevole. Con questa operazione nelle tasche di Marinella sarebbero dovuti entrare circa trentacinquemila euro. Dei quali però non ci sarebbe traccia, almeno stando alle prime verifiche effettuate dai carabinieri. Da qui il timore e poi la quasi certezza dei familiari della vittima che l’uomo si fosse interessato a lei per una ragione economica più che per un reale affetto
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