Sicurezza
Accusati di stupro, al processo parla il medico che ha attivato il codice rosa
La dottoressa Eleni Tsiknaki del pronto soccorso di Pontedera ha spiegato quali esami sono stati effettuati sulla presunta vittima, aggiungendo: "Un collega mi ha prospettato l'ipotesi di intossicazione da Ghb"
PISA. Nuova udienza, in tribunale a Pisa, per fare luce sulla vicenda del presunto stupro in villa avvenuto l'estate di un anno fa in una villa a Santa Maria a Monte e che vede a giudizio, accusati di violenza sessuale di gruppo, due ventenni di Pontedera, Mattia Rizza ed Edoardo Nieri. I due sono finiti prima in carcere e ora agli arresti domiciliari dopo la denuncia di una giovane e la testimonianza di un'amica, presente nella villa la sera del presunto stupro, aggravato dal fatto che durante le indagini sono state trovate tracce di Ghb, la droga dello stupro, nelle bottiglie di bibite e alcolici.
L'udienza del 14 settembre è iniziata con la testimonianza della dottoressa del pronto soccorso dell'ospedale Lotti di Pontedera che per prima ha intuito che la giovane era confusa, proprio come se avesse assunto, anche se non ne era consapevole, sostanze stupefacenti. La dottoressa ha spiegato quali analisi sono state effettuate dopo avere riscontrato che la paziente riferiva di avere un'amnesia che riguardava un periodo di tempo iniziato la sera precedente alle 23 e terminato la mattina. E di non avere assunto sostanze stupefacenti se non uno spinello fumato la mattina insieme ad uno sconosciuto che l'aveva raccolta per la strada dopo che lei si era allontanata da casa dell'amica sola testimone della presunta violenza.
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"Abbiamo attivato il codice rosa e consultato il Centro antiveleni di Milano - ha detto la dottoressa Eleni Tsiknaki - un collega mi ha prospettato l'ipotesi di intossicazione da Ghb". La giovane, trattata come un codice giallo, ha raccontato la serata con gli amici, di avere bevuto e di essere caduta. E di avere saputo dall'amica, la mattina dopo, che aveva avuto rapporti sessuali con entrambi i ragazzi, che le avevano invitate a fare un bagno in piscina nella villa del nonno di Rizza. Confermata quindi la ricostruzione della festa in piscina e di come era poi terminata con la giovane in stato confusionale.
La difesa dei due giovani si è soffermata a lungo sul fatto che l'ospedale non abbia conservato i campioni del sangue della giovane contrariamente a quanto previsto dal protocollo del codice rosa, attivato per la vittima dello stupro. Sentite anche la dottoressa responsabile del pronto soccorso del Lotti e la psicologa che segue la vittima del presunto stupro.
Il processo è stato aggiornato al 19 ottobre per l'esame degli imputati e dei consulenti tecnici.
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