Il Tirreno

Pontedera

I lavoratori attendono ancora di essere pagati

Sono stati venduti all’asta gli immobili della Delca

VICOPISANO. «La politica miope delle giunte di sinistra ha condannato la piana di Noce avvilendola a zona industriale invece di destinarla a volano turistico ricettivo, data la sua vocazione ideale...

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VICOPISANO. «La politica miope delle giunte di sinistra ha condannato la piana di Noce avvilendola a zona industriale invece di destinarla a volano turistico ricettivo, data la sua vocazione ideale che la vede inserita accanto al borgo di Noce ed all'area termale di Uliveto peraltro mai decollata. E a totale disprezzo della risorsa dell'acqua di Uliveto, che doveva essere preservata a tutti i costi e infischiandosene del parere popolazioni circostanti, che mai sono state interpellate, a un passo ci sono Lugnano, Cucigliana, Cascina, Marciana, San Benedetto, San Casciano e lo stesso Uliveto, hanno consentito l'insediamento di una ditta, la Delca, deputata a trattare rifiuti speciali».

Marica Giobbi, consigliere comunale di Vicopisano della lista “Per i cittadini”, torna su un argomento, il progetto di un gassificatore, che potrebbe diventare di nuovo attuale: «Il 30 dicembre 2007, l'allora assessore alle opere pubbliche Juri Taglioli premiò con entusiasmo in consiglio comunale Domenico Del Carlo, con tanto di brindisi, il progetto del gassificatore sperimentale ancor prima che fosse pervenuta la successiva autorizzazione regionale del 2008, anticipata dal beneplacito del comune, così contento del progetto, tanto da non presentarsi neanche alla conferenza dei servizi. Per 18 mesi sarebbero state bruciate 5.000 tonnellate di rifiuti pericolosi come le traversine delle ferrovie e le farine derivanti dalla macellazione degli animali».

Nel novembre 2009 la Delca chiede un'altra autorizzazione, questa volta in provincia per un inceneritore da 32.000 tonnellate. Nel frattempo Domenico Del Carlo è stato coinvolto nelle note vicende giudiziarie legate alla vicenda dell'azienda Erre Erre di Massa, «la stampa ha dato notizia del suo rinvio a giudizio per truffa e la Delca di via Masaccio, che non ha più pagato le maestranze, una sessantina di addetti, ha chiuso i battenti».

Giobbi ha un’altra interessante novità da rendere pubblica. «C'è stata la vendita all'asta dei beni della Delca. Se i Del Carlo dovessero rientrare in qualche modo nell'azienda, mi chiedo attraverso quale percorso economico. Mi chiedo anche quando sarà corrisposto il dovuto a tutti quei lavoratori che aspettano con ansia e con tanti sospiri, nell'attuale crisi economica che morde dappertutto, soltanto ciò che spetta loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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