Italia
Poste chiuse: ricorsi al Tar tra ritardi e caos
Regna l’incertezza sul futuro dei piccoli uffici sparsi in provincia non inclusi nel primo elenco
Non tutti i ricorsi contro il piano di razionalizzazione dei piccoli uffici postali presentato da Poste Italiane sono stati presentati nello stesso momento.
Gli oltre 50 Comuni interessati dai tagli, anche se sono stati seguiti dall’Anci, si sono affidati a studi legali diversi che hanno presentato i ricorsi per ottenere la sospensiva rispetto al piano delle chiusure con tempi che alla fine hanno avuto inevitabili ripercussioni sui cittadini. Questo spiega per quali ragioni il Tar ha già deciso, anche se non è entrato nel merito, per alcuni Comuni mentre per altri si è arrivati alla chiusura degli uffici. «Noi crediamo che alla fine gli uffici saranno tutti riaperti - dice Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana (Unione nazionale comuni e enti montani) che ha seguito la maggior parte dei contenziosi - in quanto i tagli vanno a incidere in maniera pesante sui territori eliminando un servizio pubblico e su questo il Governo avrebbe fatto bene a dare un segnale. Inoltre Poste Italiane avrebbe dovuto condividere con le amministrazioni il piano delle chiusure. Poiché questa concertazione è venuta a mancare, il Tar non ha avuto difficoltà, almeno finora, ad accogliere le ragioni dei sindaci. Alla fine questi sono temi che valgono per tutti i territori, di conseguenza siamo convinti che gli uffici, anche quelli che Poste con un atto di forza ha chiuso, dovranno essere riaperti».
In questi giorni i cittadini, oltre ad essere disorientati dalla chiusura di alcuni sportelli, si chiedono come mai il Tar abbia concesso la sospensiva ad alcuni e su altri invece debba ancora decidere. Il Tar ha deciso per Peccioli, preso tempo fino al 23 per Marti (perché è stata richiesta nuova documentazione) entrambi destinati a chiudere, secondo il piano contestato. Ha deciso per Orciano, Montecatini Valdecicina e Monteverdi dove era in ballo la riduzione degli orari. San Miniato e Terricciola stanno ancora presentando il ricorso. Vicopisano (nel frattempo però hanno chiuso sia Uliveto Terme che San Giovanni alla Vena dal 7 settembre) il ricorso lo ha presentato due giorni fa. Anche Pontedera è arrivata in ritardo, rispetto al primo gruppo di Comuni, per cercare di evitare la chiusura di Treggiaia, che ha sollevato l’indignazione dei residenti. Incertezze anche per Fauglia e Calci che si stanno attrezzando. Il Tar la prossima settimana dovrebbe decidere la sorte degli uffici di Vicopisano.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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