La manifestazione
Tra le offerte papillon e occhiali
L’innovazione per stimolare i compratori: le imprese conciarie reagiscono alla crisi
MILANO. La novità più succulenta di Lineapelle edizione settembre 2015, quella in cui si presentano le collezioni di pellame per l'autunno-inverno 2016/2017 sono gli occhiali, ma anche i papillon in tinta con le cinture proposti dal cuoificio Otello di Ponte a Egola. Un modo per far vedere che questo materiale, oltre che per la suola delle scarpe può essere usato anche per altro. «I papillon sono già in vendita e funzionano bene - spiega Michele Matteoli, titolare dell'azienda - mentre gli occhiali sono prototipi, ma promettono di avere un buon impatto sul mercato. Anche perché sono leggerissimi». Variazioni sul tema, quindi, tipico dei momenti in cui le concerie hanno un po' meno lavoro, come nei mesi che hanno preceduto questa fiera, caratterizzati da una minore produzione.
Ma se di solito lo stimolo per il mercato stagnante si trasformava in prodotti anche eccentrici, in questo caso ha portato alla realizzazione di materiali tecnici, dalle alte prestazioni. Come la pelle laminata della Falco Pellami di Ponte a Egola che ha una lavorazione su base nera e il colore dato in superficie, molto simile ai procedimenti usati dai carrozzieri per verniciare le auto. «In questa maniera la pelle non dà più problemi per la produzione delle scarpe», dice Giacomo Montanelli della stessa conceria.
Un'altra innovazione, frutto della necessità di offrire prodotti di qualità in sede di montaggio di calzature e borse, la offre la conceria Antiba di Santa Croce sull'Arno, dove le pelli sono proposte ai clienti divise per cartelle colori, a cui poi sono abbinati prodotti finiti per far vedere ai compratori gli utilizzi dei vari materiali. Qui il titolare Graziano Balducci mostra una pelle di vitello per calzatura, estremamente uniforme, ma anche con grande adattabilità a una lavorazione calzaturiera, una sorta di double face con una resistenza tecnica notevole.
Alla Caravel di Santa Croce sull'Arno va molto la pelle di coccodrillo e di pitone: quest'ultimo prodotto è tornato in auge dopo una fase di stop. Alla Dolmen, anche questa di Santa Croce, tra le tante pelli di rettile, la clientela sceglie spesso vitellini lisci conciati al cromo.
Il sindaco di Santa Croce, Giulia Deidda e quello di Castelfranco, Gabriele Toti, così come Ilaria Parrella, primo cittadino a Santa Maria a Monte, ieri in visita a Lineapelle, parlano di «un clima diffuso di fiducia di cui c'è assoluto bisogno»; e «dei grandi sforzi fatti dagli imprenditori per essere all'altezza di un mercato difficile».
Infine una buona notizia: si avvicina il momento in cui il Museo del Cuoio di Santa Croce sarà riempito di pellami, macchinari e di tutto ciò che racconta la storia dell’industria conciaria in Toscana. (a.q.)
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