Il dolore
il cartellone
PONTEDERA. Da Pontedera a Firenze, dalla Toscana a Roma. Ampio e variopinto lo spettro del nuovo cartellone del Teatro Era, primo vero passo come Teatro Nazionale. Un programma che come non mai...
PONTEDERA. Da Pontedera a Firenze, dalla Toscana a Roma. Ampio e variopinto lo spettro del nuovo cartellone del Teatro Era, primo vero passo come Teatro Nazionale. Un programma che come non mai spazia in varie direzioni, nel tentativo di mettere insieme gli oltre 40 anni di teatro pontederese con la ricchezza del Teatro della Pergola.
Oltre 280 spettacoli messi in cantiere dall'asse Pontedera-Firenze che - come ben delinea il direttore artistico Roberto Bacci - unirà l'innovazione delle nuove produzioni e delle nuove generazioni di attori cresciute sotto il segno del Centro di Sperimentazione e Ricerca Teatrale a spettacoli di carattere più classico, tradizionale, «commerciale» per chi preferisce il termine, con attori ben noti al grande pubblico.
Ecco dunque che ai più giovani vedremo accostarsi personaggi del calibro di Stefano Accorsi a gennaio alle prese con il Decamerone, la coppia Isabella Ragonese e Sergio Rubini con Fabrizio Bentivoglio a febbraio, Silvio Orlando ne “La scuola” e molti altri.
«Uno specchio, il più possibile ampio e fedele, di ciò che la produzione teatrale può oggi offrire, con artisti rinomati e giovani che lo saranno, tutti quanti accomunati dall'unico denominatore della qualità e della ricerca. – spiega Bacci. – Scelte fatte stando ai rigidi criteri a cui si deve attenere un Teatro Nazionale, ma pensando anche un territorio come la Valdera, pensato nel suo complesso».
Questo, senza dimenticare anche i progetti “altri” «nati per sviluppare e far crescere l'altra metà del teatro: il pubblico». Parliamo delle iniziative che tanto successo riscossero l'anno passato, come “Sognare a teatro” o “Il sogno di Alice”, che portarono alcuni spettatori grandi e piccoli a vivere una notte intera, pigiama indosso e cuscino sotto il braccio, sul palcoscenico. Né mancherà il respiro internazionale, che anzi aprirà le danze il 23 settembre con “Il mio tempo. Different Shape”, del gruppo giapponese Mum & Gypsy con la regia di Takahiro Fujita ed il supporto della Japan Foundation e Art Council di Tokyo.
La prima parte della stagione sarà poi attraversata da tante giovani promesse e compagnie, dalla Leviedelfool che porterà la primissima “Made in China” a “Boxe”, a ottobre, di Civilleri – Lo Sicco, da “Angelus Novus” di Virgilio Sieni ad “Animali da Bar” di Carrozzeria Orfeo, dal “Riccardo III” di Michele Sinisi a “La prossima stagione” di Michele Santeramo e “La famiglia Campione” de Gli Omini. Fino alla trilogia pinteriana di “Memory plays” portata sul palcoscenico da Dario Marconcini, grazie alla immutata e fortunata collaborazione del teatro pontederese con l'Associazione Teatro di Buti.
Altri frutti maturi delle collaborazioni sono i due spettacoli di César Brie che porta i suoi frammenti per Simone Weil in “La Volontà” ed il suo lavoro più autobiografico “Ero”. Dovstoevskij sarà poi protagonista di un inedito “scontro”, a dicembre, fra Gabriele Lavia e Cacà Carvalho, presenti rispettivamente con “Il sogno di un uomo ridicolo” e “2x2=5 – L'uomo dal sottosuolo”. «Maestri di teatro, registi, grandi attori, nuovi drammaturghi, autori classici, scenografi, tecnici, organizzatori...tutti parte di questa famiglia appena messasi in cammino».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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