Il Tirreno

Pontedera

Le indagini

Identificata da una frattura la vittima del rogo alla stazione

Identificata da una frattura la vittima del rogo alla stazione

PONTEDERA. L’autopsia sui resti mortali del marocchino trovato carbonizzato vicino ad un’auto andata a fuoco alla stazione ferroviaria ha permesso di identificare la vittima. Si tratta di un uomo,...

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PONTEDERA. L’autopsia sui resti mortali del marocchino trovato carbonizzato vicino ad un’auto andata a fuoco alla stazione ferroviaria ha permesso di identificare la vittima. Si tratta di un uomo, nato nel 1968, originario del Marocco ma in Italia dal 1999.

Moussa Daui, questo il suo nome, è stato identificato da una frattura al femore in seguito alla quale era stato operato all’ospedale Lotti di Pontedera.

Qui nei giorni scorsi i carabinieri avevano acquisito la cartella clinica messa a disposizione del medico legale. Sul cadavere non sono stati trovati segni di violenze, percosse o ferite. L’uomo, che aveva problemi di alcolismo, è morto nell’incendio che si è sviluppato per cause accidentali. Forse le fiamme sono state innescate da una sigaretta rimasta accesa nell’abitacolo della vettura dove, tra l’altro, sono stati trovati i resti di numerosi rifiuti, si presume anche di materiali facilmente infiammabili che hanno contribuito ad alimentare il fuoco in maniera rapida e l’uomo non ha avuto scampo.

La salma ora può essere restituita alla famiglia per il funerale e il Comune si è già detto disponibile ad aiutare i parenti che vivono a Casciana Terme ad organizzare le esequie.

L’inchiesta prende la strada del rogo accidentale. Ma restano molti interrogativi sulla presenza delle auto da rottamare, lasciate per anni nel parcheggio adiacente alla stazione, nell’indifferenza di tutti. La vettura andata a fuoco, una Clio, era stata abbandonata da tre anni in quel parcheggio da un senegalese attualmente irreperibile.

Come già accaduto nel caso di via Roma, dove si sviluppò un altro incendio, insieme alle vetture abbandonate cresce il degrado e si creano situazioni a rischio. In questi anni nessuno si è attivato per fare rimuovere questi rottami, la Clio e la Y 10 andate a fuoco.

Polizia locale e amministrazione comunale avrebbero potuto percorrere la strada della diffida formale o quella di un’ordinanza per chiedere alle Ferrovie dello Stato di rimuovere le vetture, diventate il dormitorio dei senzatetto.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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