Il Tirreno

Pontedera

la storia

Dal viaggio sui barconi a volontario soccorritore

di Sabrina Chiellini
Dal viaggio sui barconi a volontario soccorritore

Un giovane migrante richiedente asilo politico ha trovato casa alla Misericordia. Viene dal Mali, ora ha il permesso di soggiorno e sta cercando un impiego

3 MINUTI DI LETTURA





LARI. Il mare lo ha visto per la prima volta quando è salito sul barcone che dalla Libia lo ha portato a Lampedusa. Erano in 125, giovani, donne e anche bambini di pochi mesi di vita. Ora, a distanza di un anno e mezzo, Haly Coulibaly, 25 anni, fuggito dal Mali in guerra, fa il volontario per un’associazione, alla Misericordia. Ha frequentato un corso per soccorritori. Lui che a marzo 2014 ha affrontato il mare temendo di morire e confidando nell’aiuto dei soccorritori può aiutare gli altri come barelliere. Haly fa parte dei migranti richiedenti asilo che dopo avere ricevuto la prima accoglienza in Sicilia è stato accompagnato a Pisa, in San Rossore. Da qui poi è stato trasferito in una struttura di Perignano, sempre di quelle che sono state messe a disposizione per ospitare profughi. Per quasi un anno il giovane ha potuto contare sulla rete di aiuti filtrata dalla prefettura. Fino a dicembre scorso quando ha ottenuto il riconoscimento dell’asilo politico e ha avuto un permesso di soggiorno che gli consente di restare in Italia per cinque anni.

«Dopo che ho ottenuto il permesso di soggiorno – racconta – non sapevo dove andare, ero senza una casa e un lavoro. A Perignano avevano conosciuto Dino Martelli e i volontari della Misericordia. Ho chiesto aiuto, mi hanno accolto nella sede dell’associazione a Lari».

In questi mesi Haly, che nel suo Paese ha lasciato la madre, mentre il padre è stato ucciso, ha cercato di darsi da fare per trovare un lavoro che ancora non è arrivato. «Prima di venire in Italia ho fatto tanti lavori – dice – il muratore, l’elettricista, il falegname sia in Libia che in Nigeria». Alla fine il giovane ha deciso di lasciarsi alle spalle le conseguenze della guerra. «Dal Mali all’Algeria non ho pagato il viaggio – racconta – poi sono arrivato in Libia ma avevo pochi soldi. Tramite un conoscente sono arrivato agli scafisti dei barconi. Ho pagato una cifra vicina a 500 euro. Il nostro viaggio è andato bene, per fortuna. Ma lo ricordo come un incubo. Avevo una tremenda paura, oltre al mal di mare che mi ha tormentato per due giorni».

L’arrivo in Sicilia, le strutture di accoglienza, sono pagine in comune con migliaia di migranti. L’esperienza del venticinquenne potrebbe essere d’esempio nel mondo dell’associazionismo, come suggerisce Dino Martelli, Priore della Misericordia di Lari.

Oggi Haly, pur avendo sempre trovato una grande disponibilità intorno a sé, probabilmente non farebbe le stesse esperienze. «Ho seguito un corso di soccorritore di livello avanzato per fare il volontario e cerco di rendermi utile alla Misericordia. Vorrei però riuscire a trovare un lavoro anche se ogni giorno che passa mi rendo conto che non è così semplice. Comunque, la fatica non mi spaventa e, se qualcuno ha un posto da offrirmi, non mi tiro certo indietro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa