Il Tirreno

Pontedera

Trovato carbonizzato oggi ci sarà l’autopsia

di Sabrina Chiellini ; di Sabrina Chiellini
Trovato carbonizzato oggi ci sarà l’autopsia

La vittima, anche se manca la conferma ufficiale, potrebbe avere 45 anni Era un senzatetto da anni, alcuni cugini ritengono che possa essere lui

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PONTEDERA. Le conferme ufficiali sono attese dall’autopsia ma le prime indagini effettuate dai carabinieri già hanno permesso di dare un nome al cadavere carbonizzato che, lunedì sera, è stato trovato nel parcheggio a servizio della stazione ferroviaria, vicino a Piazza Unità d’Italia, dopo il rogo di due auto che erano lì da tempo e che continuavano a restarci nell’indifferenza generale. Chi abita nella zona non ha difficoltà a confermare che nella Clio andata a fuoco dormiva un marocchino. Spesso era ubriaco, la sera si trascinava stancamente tra quelle pareti di lamiera per dormire e mangiare. Finora le indagini effettuate fanno pensare che il rogo sia partito per cause accidentali. L’ipotesi della sigaretta rimasta accesa non convince i vigili del fuoco. O quanto meno non pare probabile che abbia innescato fiamme così alte e in poco tempo. Non è escluso che l’uomo abbia usato un accendino per scaldare il cibo anche se sui sedili della vettura non sono stati trovati resti di piccoli fornelli.

Il nome della vittima non è stato fornito in maniera ufficiale. Ma potrebbe trattarsi di Moussa Daui, 45 anni, nato in Marocco ed emigrato in Italia da circa quindici anni. Senza una vera famiglia, senza un lavoro e con una disagio personale che lo portava ad ubriacarsi, stando a quanto riferito sia da alcuni connazionali che vivono alla stazione ferroviaria che dai parenti della vittima, che sono stati informati dell’autopsia prevista per oggi.

I carabinieri sono stati all’ospedale Lotti di Pontedera e hanno sequestrato la cartella clinica del marocchino che si presume possa essere la vittima. Le informazioni contenute nei referti acquisiti nel reparto dove il migrante era stato ricoverato negli anni passati sono state trasmesse all’istituto di medicina legale di Pisa, dove si trova la salma, e quindi a disposizione del dottor David Forni, incaricato dalla Procura di Pisa, di effettuare l’autopsia e altri accertamenti utili ad arrivare ad identificare in maniera certa il cadavere carbonizzato. Sarà effettuato anche l’esame del Dna sebbene al momento non siano stati rintracciati familiari abbastanza vicini alla vittima per poter fare una comparazione abbastanza attendibile.

Le attenzioni dei militari si sono concentrate fin dall’inizio su questo marocchino. Era stato più volte controllato negli ultimi mesi. Tuttavia nessuno lo ha visto salire sulla Clio che poi è stata avvolta dalle fiamme. Nel parcheggio della stazione non ci sono telecamere, per risalire alla vittima dovrà essere percorsa la strada degli accertamenti tecnici.

Al momento gli inquirenti escludono il suicidio. Le prove effettuate dai vigili del fuoco, intervenuti anche con il personale di un nucleo specializzato, escludono la presenza di liquidi o sostanze incendiare sulla vettura o sui brandelli di indumenti che sono stati trovati sul cadavere.

Prima di chiudere le indagini e archiviare la morte come un tragico incidente ci si affida soprattutto a quello che sarà l’esito dell’autopsia. Comunque già l’esame esterno della salma ha escluso l’ipotesi della morte violenta. I parenti rintracciati hanno detto che l’uomo non aveva problemi di salute o di depressione anche se viveva in una condizione di disagio ormai da anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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