Sicurezza
Chiuse le poste di Treggiaia, a rischio le poche attività rimaste
Scoppia la rabbia dei cittadini che manifestano insieme ad amministratori del Comune di Pontedera. La rabbia dei commercianti: «Il paese è destinato a sparire»
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TREGGIAIA. La storia di Treggiaia è costellata da disgrazie. Narra la storia che nel 1374 fu colpita da una lunga epidemia di peste. Duecento anni dopo, invece, fu un incendio a devastare il paese, spento, secondo la leggenda, grazie all’intercessione della Madonna delle Ripaie. Poi, nel 1846, fu un violento terremoto a creare gravi danni a quello che, in età medievale, doveva essere un castello, vista la sua posizione. Una sequela di tragedie, da cui Treggiaia si è sempre saputa rialzare, assolutamente non paragonabile alla chiusura dell’ufficio postale in epoca moderna. Quest’ultimo episodio, però, rischia di riuscire in ciò che gli altri eventi, ben più catastrofici, hanno fallito: far morire il paese.
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Il clima, del resto, è di quelli di resa. «Se chiudono le poste non avremo più futuro», dicono i pochi negozianti rimasti. Nello specifico, il macellaio, una bottega di alimentari e il circolo. Il timore è lo svuotamento completo dei servizi a cui le persone rispondono scegliendo altre zona in cui andare ad abitare. «Già siamo pochi - dice Vincenzo Mannari, che vende generi alimentari - Se poi ci tolgono anche l’ufficio postale il paese è destinato a scomparire. Per quanto mi riguarda credo che qui non avrò futuro». Un altro “carico” al pessimismo lo mette il macellaio che, a giugno, andrà in pensione, ma che avrebbe continuato volentieri se la mole di lavoro fosse stata maggiore. «Quando le Poste erano aperte tutti i giorni lavoravamo molto - dice ancora Mannari - per via dei pensionati che arrivavano dalla valle e facevano acquisti da noi».
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Un quadro a tinte fosche iniziato con la chiusura delle scuole e con un generale svuotamento di abitanti che hanno reso Treggiaia un paese potenzialmente in via d’estinzione. A cui gli i residenti, però, non si rassegnano. Il Gruppo sportivo locale, per esempio, si dà un gran da fare per tenere in vita il paese. Così come fanno le donne della frazione pulendo personalmente la chiesa della Madonna delle Ripaie, vero gioiellino usato per matrimoni e cerimonie.
L’ultimo sussulto d’orgoglio è quello dato mercoledì 9 settembre dagli abitanti e alcuni amministratori del Comune di Pontedera, hanno manifestato proprio davanti all’ufficio (chiuso) delle Poste. La speranza è che non sia troppo tardi.
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