La manifestazione
Viveva nell’auto dov’è morto bruciato
Identificato l’uomo vittima dell’incendio al parcheggio delle Ferrovie Era uno straniero senza fissa dimora e con problemi di alcolismo
PONTEDERA. L’abitacolo dell’auto era diventata la sua casa. Tra i sedili dell’utilitaria - dopo il rogo costato la vita lunedì sera a un uomo di circa 40 anni - sono rimasti mucchietti di rifiuti ridotti in cenere. Un “tetto” facile, sfuggito ai controlli per tanti mesi, dopo che la vettura, una Clio, era stata abbandonata insieme ad una Lancia in un angolo del parcheggio accanto alla stazione, lungo via Sacco e Vanzetti, circondate da rifiuti.
In quest’angolo quelle due auto, con tanto di targa e quindi facili da collegare a chi le ha abbandonate, mese dopo mese sono diventate un punto di accoglienza per persone senza fissa dimora e che vivono alla giornata, di espedienti.
In quest’angolo di degrado, trascurato dagli sguardi dei passanti, è morto l’altra sera un uomo che i carabinieri hanno identificato fin dai momenti successivi al rogo, ma del quale ancora non hanno fornito il nome, in quanto attendono i riscontri del medico legale. Sarebbe un marocchino, già conosciuto dalle forze dell’ordine e con problemi di alcolismo.
Tutto fa pensare, anche se per cautela gli inquirenti non si sbilanciano, che la tragedia sia avvenuta per cause accidentali. Forse una sigaretta accesa, forse l’uso distratto di un accendino e l’uomo, che pure ha tentato di uscire dall’abitacolo dell’auto, si è ritrovato avvolto dal fuoco. Non ha avuto scampo.
L’ipotesi che dunque sembra prevalere è quella di un rogo partito per cause accidentali, che però non sono state chiarite, né i primi accertamenti tecnici sono serviti a dissipare una serie di dubbi. Anche per questo i carabinieri stanno cercando un amico della vittima, che trascorreva molte ore con lui alla stazione, e familiari che vivrebbero in un piccolo centro della Valdera.
Già l’altra sera i militari - sono intervenuti quelli della compagnia di Pontedera e del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Pisa - dopo il drammatico incendio hanno mostrato ad alcuni stranieri la foto di un marocchino, già noto alle forze di polizia, che viveva tra Pontedera e Castelfranco di Sotto.
Sarà l’autopsia ad offrire i necessari riscontri per dare una lettura più vicina possibile alla realtà dell’incendio dell’altra sera.
I resti mortali sono stati ispezionati dal medico legale, arrivato a Pontedera nella tarda serata di lunedì, il quale ha ricevuto l’incarico dalla Procura di Pisa - il caso è affidato al sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni - per effettuare anche l'autopsia e tutte le altre indagini medico legali che si renderanno necessarie per arrivare all’identificazione ufficiale della salma.
I vigili del fuoco di Cascina e di Pisa (è stato richiesto anche l’intervento di una squadra specializzata del nucleo Nbcr) hanno effettuato una serie di prove sia sull’auto che all’esterno e sul cadavere alla ricerca di eventuali tracce di sostante usate per appiccare l'incendio. Ma non sono stati trovati inneschi né liquidi incendiari.
Entrambe le vetture, cioè sia la Clio da cui si sarebbe sviluppato il fuoco, che la Lancia, interessata dalle fiamme sprigionatesi dalla prima vettura, sono state sequestrate. La salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale a Pisa ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.
I militari stanno ricostruendo le ultime ore di vita della vittima, considerata una presenza costante nel quartiere della stazione dove più volte è stata identificata nel corso dei controlli.
Dalle targhe delle due auto non sarà difficile risalire a chi ha cercato di sbarazzarsi di quelle vetture in maniera facile, senza seguire le procedure della rottamazione e in qualche modo contribuendo ad aumentare una situazione di degrado e di pericolo in corrispondenza dell’ingresso della Coop vicino alla stazione.
I rilievi, l’altra notte, si sono conclusi quasi alle tre. A parte i cronisti, sono stati pochi i cittadini che hanno avuto la curiosità di avvicinarsi per capire cosa era successo. Un video dell’incendio, divampato dopo le 21,30, mostra la drammatica situazione e i primi interventi che non sono riusciti ad evitare la tragedia.
Ammesso che trovi riscontro il fatto che la vittima aveva l’abitudine di bere, è probabile che l’uomo non sia riuscito a mettersi in salvo proprio perché era sotto l’effetto dell’alcol. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare le prime conferme a una storia di emarginazione e disagio.
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