Attenzione
Trovato carbonizzato nell’auto in fiamme
Pontedera: la vittima non è stata identificata, si pensa a uno straniero. L’allarme lanciato per un incendio, poi la macabra scoperta
PONTEDERA. La sua auto prende fuoco e lui - un uomo di circa 40 anni, se le prime indicazioni avute dagli inquirenti troveranno conferma - viene avvolto dalle fiamme in pochi minuti. Ridotto a una torcia umana, con i vestiti che si incollano alla pelle. Cerca di mettersi in salvo, ma cade sull’asfalto del parcheggio lungo via Brigate Partigiane, nella zona della stazione ferroviaria.
Sono passate da poco le 21.30 del 7 settembre quando un passante vede le fiamme e chiama il 115 perché stanno andando a fuoco due vetture, una Y10 e una Clio, quella della vittima. Soltanto quando i vigili del fuoco di Cascina cominciano a spegnere le fiamme, si rendono conto che il fuoco è partito dalla Clio e che c’è il cadavere di un uomo carbonizzato. Lo sportello del lato guida è aperto, i resti di quello sconosciuto sono rimasti tra le due vetture.
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A quell’ora non c’è molta gente nel parcheggio della stazione, per lo più migranti di varie nazionalità, tra i quali alcuni connazionali dell’uomo che si pensa possa essere la vittima, sebbene quando viene trovato non sia riconoscibile. Intanto dai palazzi vicini tutti gli occhi dei residenti sono puntati verso la stazione e i mezzi dei soccorritori.
Sono alcuni stranieri che trascorrono le giornate alla stazione e ai giardini della Coop i primi a dire ai carabinieri, arrivati sul posto dopo i vigili del fuoco, chi potrebbe essere la vittima. Di notte alcuni senzatetto dormono negli edifici vicino ai binari o nel parcheggio ferroviario dove lasciano le loro vecchie auto. Forse si tratta di un marocchino nato nel 1975 che vive tra Castelfranco di Sotto e Pontedera: una prima ipotesi, tutta da verificare. Uno straniero, senza fissa dimora, senza un lavoro e con problemi di alcolismo.
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Le auto sono state avvolte dalle fiamme in una parte del parcheggio che non è controllata dalle telecamere della rete cittadina. Per cui gli investigatori, al momento, non possono escludere alcuna ipotesi, anche se quella più accreditata è che la vettura abbia preso fuoco per cause accidentali, ma tutte da capire.
I carabinieri e la polizia restano a lungo sul posto per un sopralluogo, anche alla presenza anche del magistrato che segue le indagini, Giancarlo Dominijanni. Per dare una spiegazione alla tragedia, gli investigatori lasciano capire che saranno prese in considerazione varie possibilità.
I rilievi vanno avanti fino a tarda notte. I resti mortali dell’uomo vengono poi trasferiti all’Istituto di medicina legale a Pisa.
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