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Pontedera

Sedici imprese su cento prevedono assunzioni

Sedici imprese su cento prevedono assunzioni

Secondo il monitoraggio della Camera di Commercio, in provincia aumenta la domanda di lavoro

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PONTEDERA. Moderatamente positivi i dati del monitoraggio annuale Excelsior diffusi dall'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio. L'indagine, realizzata su 755 imprese della provincia di Pisa, fornisce una previsione dell'andamento del mercato del lavoro e sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese.

Domanda di lavoro. Dopo anni di difficoltà, le imprese aumentano la domanda di lavoro. In provincia di Pisa il 16% delle aziende con dipendenti prevede di inserire nuovi lavoratori: si tratta del valore più alto dal 2011 quando le imprese che intendevano assumere erano però 1 su 4. I dati pisani, pur in linea con l'Italia, risultano leggermente inferiori rispetto alla Toscana (18%). Punte del 30% si segnalano invece tra le aziende pisane esportatrici ed il 31% è raggiunto da quelle che hanno sviluppato nuovi prodotti/servizi. Nel 2015 a Pisa si avranno 5.830 ingressi tra lavoratori dipendenti, collaboratori a progetto e a partita Iva: un +27% rispetto al 2014. Ma, considerando le uscite previste di lavoratori, il saldo occupazionale rimane ancora negativo (-220 a Pisa, -6.060 in Toscana e -60.400 in Italia): segno di come la ripresa rimanga ancora debole. Che la crisi non sia ancora superata si legge anche dalla riduzione delle difficoltà segnalate dalle imprese nel trovare manodopera. A Pisa il problema interessa il 10% delle assunzioni previste, contro il 15% del 2014. I tempi medi di ricerca da parte delle imprese si assestano sui 4 mesi.

I vari settori. In provincia di Pisa le assunzioni - considerando i soli lavoratori dipendenti al netto degli interinali e dei collaboratori (ben 4.540 assunzioni) - saranno per due terzi nei servizi. In prima fila troviamo il comparto turismo-ristorazione (880 ingressi) seguito dal commercio (740) e dagli altri servizi (690). Nell'industria, seppur con numeri più contenuti, spiccano il sistema moda (cuoio, calzature, abbigliamento) e l'elettro-metalmeccanica entrambe con 410 entrate. Più forte la richiesta delle grandi imprese. La parte del leone la giocano le aziende con oltre 50 dipendenti: 1.900 ingressi sui 4.540 complessivi: è il 76%, con picchi dell'86% e riguarda le grandi unità dei servizi operativi (immobiliare, noleggio, vigilanza, pulizia, supporto alle attività d'ufficio) e del commercio 81%.

Meno precari. Gli effetti del Jobs act e degli incentivi introdotti dalla legge di stabilità per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato cominciano a vedersi. Tra il 2014 ed il 2015 aumenta di sei punti percentuali (dal 23 al 29%) la quota dei contratti a tempo indeterminato (adesso contratti a tutele crescenti: 1.320 assunzioni), mentre rimane stabile rispetto allo scorso anno la quota di assunzioni a tempo determinato (64%). Il contratto a tutele crescenti si afferma soprattutto tra le public utilities (l'80% delle assunzioni del settore è fatto con questo strumento) e nel sistema moda 55%, mentre nei servizi siamo ad appena un'assunzione su quattro.

Assunzioni in rosa. Alle donne, così come nel 2014, sarà riservato il 13% delle assunzioni programmate, pari a 590 unità. Punte particolarmente elevate di incidenza di manodopera in rosa si rilevano per gli studi professionali, le imprese del settore del tempo libero-servizi alle persone e del turismo-ristorazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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