Sicurezza
Ex dipendenti denunciano l’azienda alla Finanza
Devono riscuotere alcune mensilità arretrate dal panificio dove lavoravano In ballo ci sono 200mila euro, aperta una vertenza davanti al giudice
CASCINA. L’azienda per cui hanno lavorato, il Panificio Bolognese, con sede a Ospedaletto e con attività di vendita e produzione di pane, dal 2012 a oggi ha cambiato più volte nome e ragione sociale, pur essendo rimasta legata agli stessi proprietari. Nel corso di questi mesi la prima ditta individuale dopo essere confluita nella Pandolci Bolognese srl, ora in liquidazione, ha ridotto il numero dei dipendenti. Continua a lavorare come il Panificio Bolognese srl, in un capannone che risulta ancora preso in locazione dalla società Pandolci Bolognese, insomma alla società in liquidazione. Passaggi questi su cui alcuni ex dipendenti dell’azienda vogliono che si concentri la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza. Poiché recentemente l’amministratore del panificio ha aperto un’altra società a responsabilità limitata a Castelfranco di Sotto, alcuni ex lavoratori hanno presentato un esposto alla Finanza di San Miniato chiedendo che sia aperta un’indagine. Non è la prima denuncia che questi lavoratori hanno fatto negli ultimi tre anni ma spesso, questa è la loro impressione, sono stati trattati come lavoratori invisibili, schiacciati dai tempi della burocrazia, dopo che per mesi hanno lavorato senza riscuotere lo stipendio e alla fine sono stati licenziati tra un passaggio e l’altro di società che poi di fatto gestiscono lo stesso panificio.
«Ognuno di noi deve riscuotere numerose mensilità – dicono –, ci siamo rivolti al sindacato e all’ispettorato del lavoro, oltre ad avere fatto una vertenza. Ma ci stiamo scontrando contro un muro di gomma. Non comprendiamo le ragioni di tanta lentezza e così certi comportamenti del passato possono essere ripetuti senza problema».
Forse la preoccupazione principale è legata alla tutela dei posti di lavoro, i dipendenti del panificio sono una trentina. «Sono persone come noi – dicono gli ex dipendenti – che hanno accettato certe condizioni in quanto non c’è lavoro e non sapevano come andare avanti. Anche noi per un po’ abbiamo continuano a lavorare senza stipendio, ma poi ci siamo dovuti licenziare per trovare altri impieghi. Per vederci riconoscere un diritto abbiamo dovuto percorrere le vie legali, aprire una vertenza davanti al giudice del lavoro con il sostegno della Cgil. Alcuni di noi hanno tentato anche un procedimento civile. Nel complesso dobbiamo riscuotere circa 200mila euro», spiegano Stefano Terreni, Perla Deri, Elisa Istria che parlano anche a nome di Graziano Morelli, Giulia Marcheschi, Marika Ghimenti e Klajdi Jani. Gli ex dipendenti - risiedono tutti nella zona tra Pisa, Vicopisano, Cascina e Torre del Lago - hanno deciso di uscire allo scoperto e di rendere pubblica la vicenda per fare in modo che anche le istituzioni comincino a seguire le sorti di un’azienda che fornisce il pane a numerosi centri commerciali.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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