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CiDiCi verso la liquidazione A rischio decine di posti

CiDiCi verso la liquidazione A rischio decine di posti

Niente soldi per ricapitalizzare la società informatica che ha rilevato le attività di Cdc Le banche non accettano la rinegoziazione del debito. Allarme tra i sindacati

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PONTEDERA. È iniziata la procedura di messa in liquidazione dell'azienda CiDiCi srl, nata sulle ceneri della Cdc che fino al 2013 ha fatto capo all'imprenditore Giuseppe Diomelli e poi è stata rilevata da nuovi soci che hanno tentato un salvataggio.

Oggi la società, per una serie di problemi legati alla ristrutturazione del debito e ad un accordo non raggiunto con gli istituti di credito, si trova di nuovo davanti ad un scenario molto preoccupante.

L'azienda sta operando a regime minimo, e i novanta dipendenti stanno usufruendo del contratto di solidarietà. Per una delle realtà più importanti della provincia di Pisa, che commercializza non solo computer e accessori ma fornisce anche servizi di consulenza, assistenza tecnica e formazione, si tratta di un passaggio molto complesso.

Quando la nuova società è ripartita, vale a dire a luglio 2013 dopo una procedura di concordato, i nuovi soci, Stefano Zecchi ed Enrico Dell'Artino, già manager di Cdc ai tempi del fondatore Diomelli, hanno riorganizzato l'azienda riducendo il livello dei costi operativi, a cominciare da quelli del lavoro, e ristrutturando il debito con gli istituti di credito ora esposti con la CiDiCi srl per alcuni milioni di euro.

In questi mesi purtroppo non è stato raggiunto il fatturato mensile che era stato individuato come obiettivo indispensabile per poter sperare non solo nel risanamento dell'azienda, ma anche in progetti futuri. Per poter affrontare meglio il futuro, da alcuni mesi è iniziata una lunga trattativa con sei istituti di credito - due locali e gli altri di rilevanza nazionale - con i quali gli attuali amministratori hanno cercato di rinegoziare il debito. Ma, ad oggi, non è stato possibile raggiungere un accordo sul piano proposto dai nuovi soci.

Nel frattempo la società si è trovata in una condizione che non lascia molte strade percorribili in quanto, nel frattempo, l'esposizione debitoria è aumentata e il capitale sociale è stato eroso, finendo così al di sotto del minimo previsto per legge. Visto che i soci non hanno la possibilità di ricapitalizzare, è stata aperta la procedura di messa in liquidazione. In questa fase, dunque, se non verrà trovato un accordo in tempi rapidi con le banche che dovrebbero modificare le strategie portate avanti fino ad oggi, alla CiDiCi non resterebbe che chiudere con inevitabili conseguenze per i dipendenti.

Dello stato di crisi sono stati messi al corrente, oltre ai lavoratori, anche i sindacati in quanto l'azienda è di fronte a un bivio che non lascia molti margini di scelta.

La storia si ripete: è come se il colosso dell'informatica, che ha mosso i primi passi da Pontedera, fosse tornato al settembre 2012. Anche allora i dipendenti, che in quel momento erano circa 300, oltre ai creditori, rimasero per mesi con il fiato sospeso, in attesa di conoscere le prospettive del dopo crisi Cdc Spa. L'azienda aveva depositato presso il tribunale di Pisa il ricorso contenente la domanda di concordato preventivo in continuità aziendale. Una manovra tampone, decisa dal cda dell'azienda, per avere più "armi" e congelare le pretese dei creditori. Serviva però a scongiurare la liquidazione. Oggi c'è di nuovo il rischio di chiusura. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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