Il Tirreno

Pontedera

Prigionieri dei camion che violano il divieto

di Tommaso Silvi
Prigionieri dei camion che violano il divieto

I mezzi pesanti non potrebbero passare, ma è come se il blocco non esistesse Intanto la strada cede in alcuni punti, mentre in altri non è sicura perché stretta

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SANTA LUCIA. Percorrendo il tratto in auto, il rumore è simile a quello di un trapano in azione. Le ruote devono lottare tra buche e avvallamenti del manto stradale. Da solchi di piccole dimensioni a punti in cui l’asfalto è disconnesso tanto da costringere gli automobilisti a rallentare fino quasi a fermarsi. I cittadini di Santa Lucia, frazione del comune di Pontedera, si sono fatti sentire più volte, lamentando lo stato della strada che attraversa la località e porta verso la Fi-Pi-Li. Finché la bella stagione regala giornate di sole, basta procedere a velocità moderata per evitare di diventare protagonisti di un incidente, ma con l’avvicinarsi delle piogge la situazione rischia di farsi seriamente pericolosa per gli automobilisti.

Tra gli abitanti c’è chi se la prende con le poche risorse a disposizione dell’amministrazione comunale, impossibilitata dunque a compiere un intervento risolutivo, e chi invece punta il dito contro il numero di mezzi pesanti che transitano nella frazione durante il giorno. La norma, infatti, prevede che possano farlo soltanto i mezzi "autorizzati", la maggior parte dei quali sono diretti verso la nota azienda vinicola Castellani. Di fatto, però, passano da Santa Lucia anche veicoli pesanti che non sono in possesso dell'autorizzazione. Un via vai che col tempo, secondo alcuni residenti nella frazione, ha fatto cedere l’asfalto in diversi punti.

In effetti, entrando nell’agglomerato di case a poca distanza dalla periferia di Pontedera, si notano subito dissesti nel manto stradale. In tanti, ormai, si sono abituati a fare lo slalom tra le buche, mentre altri procedono a passo d’uomo, attaccati al volante dell’auto, osservando la strada con attenzione. E, come se non bastasse, la carreggiata è larga soltanto pochi metri: due auto di grosse dimensioni che viaggiano in direzione opposta faticano a scambiarsi.

Insieme al rifacimento dell’asfalto, gli abitanti di Santa Lucia hanno chiesto a più riprese un ampliamento (dove possibile) della strada, che però non è mai stato fatto. Buche e strettoie rendono il tratto un vero e proprio percorso a ostacoli. Basta soffermarsi per qualche decina di minuti alle porte del paese per verificare la criticità della situazione. Le macchine “ballano” durante la marcia, sballottate qua e là a causa dei numerosi cedimenti del terreno. Alcuni mezzi pesanti imboccano l’ingresso dell’azienda Castellani: a loro è consentito il passaggio, ma poco dopo altri autoarticolati utilizzano la strada per proseguire verso la Fi-Pi-Li. A questi ultimi, invece, non è (anzi, non sarebbe) permesso percorrere il centro della frazione. Ed è il caos quando un suv e un camion si trovano testa a testa, con pochissimo spazio a disposizione per procedere ognuno nella propria direzione senza "toccarsi". Il camionista da una parte e l’automobilista dall’altra si scambiano cenni d'intesa e danno vita a una manovra chirurgica, che fortunatamente va in porto senza conseguenze. Con le ruote di entrambi i mezzi a sfiorare il fosso a lato della strada.

I cittadini di Santa Lucia, intanto, sperano di ricevere le attenzioni del Comune: cominciando dal ripristino del manto stradale, fino all’allargamento (se e dove possibile) della carreggiata. Un monitoraggio costante della polizia municipale, inoltre, può fare in modo che i mezzi pesanti non autorizzati non transitino più dalla frazione. In questo modo l’asfalto avrebbe una “boccata d’ossigeno”, dovendo sopportare un minore transito di camion durante il giorno. Misure che i residenti sperano vengano adottate al più presto. L’estate è agli sgoccioli, ancora qualche settimana e torneranno le piogge. E poi il ghiaccio. Crateri e strettoie rischiano di trasformare Santa Lucia in un rischioso percorso a zig-zag. Al Comune il compito di ridurre i disagi e i pericoli, iniziando con la regolarizzazione del traffico dei mezzi pesanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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