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Referendum, si va verso il no

Si infiamma il dibattito per decidere a quale Asl aderire

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MONTOPOLI. Il tempo scorre. Il termine ultimo per decidere da quale parte stare nella nuova geografia della sanità toscana scade al 30 di settembre, anche se le voci di un possibile slittamento non sembrano prive di fondamento. A ogni modo, ora più che mai la questione si fa caldissima. A Montopoli in primis, dove i consiglieri comunali sono al lavoro in questi giorni, sulla spinta della raccolta firme del comitato “Una sanità per i cittadini” (già più di 1000 i firmatari), per dotare il Comune di un apposito regolamento referendario.

Si gettano le basi, insomma, per rendere possibile l’ipotesi referendum, anche se alla fine probabilmente non ce ne sarà bisogno. L’amministrazione di Montopoli, così come quella di Castelfranco (attraverso le rispettive segreterie Pd), hanno annunciato da tempo la preferenza per l’Asl pisana, o meglio per la nascente Area vasta nord-ovest. Prima di qualunque fuga in avanti, però, si lavorerà per una scelta unitaria fra i quattro Comuni del Valdarno, cercando di superare le ultime resistenze (leggi San Miniato) e confidando magari in una “sponda” della Regione per uscire dall’impasse. «La nostra posizione l’abbiamo espressa da tempo – dice il sindaco Giovanni Capecchi – Fino all’ultimo lavoreremo per una soluzione unitaria».

Il regolamento. Ieri sera, intanto, il segretario comunale Paolo Di Carlo ha presentato ai capigruppo la bozza di regolamento per i referendum comunali, fondendo assieme le versioni del gruppo Progetto Insieme e della maggioranza presentate lunedì in commissione Affari istituzionali. Il regolamento approderà poi in consiglio il 10 di settembre. «Abbiamo deciso di comune accordo - dice il capogruppo di Progetto Insieme Damiano Carli - Quello che ci preme è che le firme raccolte abbiano la giusta soddisfazione, anche attraverso un consiglio comunale aperto , purché il risultato sia l’adesione all’Asl costa». Per Luca Potì dei Cinque Stelle, il regolamento «servirà in ogni caso a colmare un vuoto, permettendo anche in futuro di dar voce ai cittadini. Detto questo – aggiunge - credo che il referendum non si farà».

La linea del sindaco. Il sindaco Capecchi, comunque, conferma di voler organizzare un consiglio in forma aperta. «Prima di tutto per fare chiarezza - dice - perché qualche firma è stata raccolta raccontando che il sindaco vuole andare con l’Asl centro. E poi per affrontare questioni che il Comitato non ha mai toccato. La collocazione è solo un aspetto: in ballo c’è la qualità dei servizi e la necessità di una scelta unitaria di tutti i Comuni per avere maggiore forza contrattuale. Per questo tra pochi giorni, come sindaci, affronteremo la questione tutti insieme in un incontro con alcuni consiglieri regionali».

Giacomo Pelfer

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