Il Tirreno

Pontedera

Rapinata e buttata a terra dopo il funerale

È successo a Guasticce dove si sono svolte le esequie della donna travolta da un’auto: due giovani inseguiti, uno catturato

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PISA. La maledizione di Vicarello. Lunedì mattina la tragica morte di Rosa Anna Lo Bianco, travolta e uccisa a 54 anni da un'auto pirata tra Mortaiolo e Vicarello; martedì pomeriggio, subito dopo il funerale, quando nello stesso punto dello schianto mortale sono in corso i rilievi di un tamponamento, poco più avanti in direzione Livorno, a Guasticce, va in scena una rapina. Un'anziana viene scaraventata a terra dopo esser stata derubata della collana da due banditi, che si danno alla fuga a bordo di una Panda grigia. A intercettarli, rincorrerli e arrestarne uno ci pensa il colonnello Roberto Riccardi, comandante provinciale dei carabinieri, appena uscito dal funerale di Rosa Anna.

L'ufficiale, a bordo di un'auto di servizio, si lancia all'inseguimento dei due, la cui fuga termina a Pisa dopo un inseguimento mozzafiato. In manette, arrestato per rapina, un napoletano di 27 anni, Salvatore Bottone. Fa perdere le sue tracce il complice, i militari gli stanno dando la caccia. Sono le 17.05 e nella parrocchia del paesino è appena stato celebrato il funerale di Rosa Anna. Tutto il paese ha partecipato commosso alle esequie. Presenti all'addio decine di carabinieri in divisa che manifestano la propria vicinanza al collega rimasto vedovo, Santo Bontempo, parà del Tuscania. Il colonnello Roberto Riccardi, noto anche per essere uno scrittore di successo, sta tornando insieme al suo autista, Carlo Lecci, verso la caserma livornese di viale Fabbricotti quando, nell'abitato di Guasticce, proprio sulla provinciale 555, incrocia una donna anziana sdraiata per terra. Si ferma per capire cosa sia successo: l'anziana, 71 anni, è al suolo dolorante, ha battuto la testa. All'inizio i militari temono di trovarsi di fronte a un nuovo caso di omissione di soccorso. Subito dopo invece emerge che alla donna è stata strappata la catenina dal collo.

La gente, che ha assistito alla scena, dà subito al colonnello un'indicazione importante: a rapinare la poveretta sono stati due uomini che ora stanno scappando su una Panda grigia. "Eccola, è lì l'auto! Presto!", grida un testimone. Il colonnello Riccardi non ci pensa due volte e dà ordine al suo assistente di lanciarsi all'inseguimento della Panda.

L'auto viaggia verso Livorno, ma quando i due a bordo si rendono conto di essere pedinati da una gazzella dei carabinieri, fanno inversione e girano verso Pisa. Una virata improvvisa, da film, che mette a repentaglio l'incolumità degli automobilisti di passaggio. Ma evidentemente la priorità dei due a bordo è far perdere le proprie tracce. L'inseguimento è mozzafiato. Anche i carabinieri di Livorno fanno inversione, con maggiore cautela degli inseguiti, e intanto prendono la targa dell'utilitaria grigia. Quindi avvisano i colleghi di Pisa dell'arrivo di un'auto che deve essere fermata a tutti i costi. La fuga della Panda finisce più o meno all'altezza di Ikea: lì la vettura in fuga è costretta a fermarsi al posto di blocco organizzato al volo dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Pisa, e dall'abitacolo scendono due ragazzi. Uno si dà alla corsa all'impazzata nei campi e riesce a far perdere le proprie tracce; l'altro invece viene bloccato e arrestato. In manette finisce un giovane di origini napoletane, Salvatore Bottone, 27 anni, nato ad Afragola e a Collesalvetti in "trasferta" con il complice: è questa la lettura dei fatti degli investigatori. L'accusa nei suoi confronti è quella di rapina. L'altro giovane è sparito, i carabinieri gli stanno ancora dando la caccia. In quel punto, la campagna è ampia e non è stato facile condurre le ricerche. I carabinieri sono comunque sulle tracce dell'uomo: sarebbe anche lui napoletano.

Se l'è vista brutta invece la vittima della rapina, una donna di 71 anni che abita a Guasticce, non lontano dal luogo dell'aggressione. L'anziana stava rincasando quando i due l'hanno presa con violenza alle spalle. Subito dopo l'agguato, è stata portata d'urgenza al pronto soccorso, dove le hanno riscontrato una commozione cerebrale e lesioni guaribili in non meno di un mese. La donna, dopo tutti gli esami e gli accertamenti clinici, è stata trattenuta in osservazione breve in ospedale a Livorno per precauzione.

Nessuna traccia della catenina rubata all’anziana: i carabinieri hanno perquisito la Panda grigia (che era intestata a un parente del giovane arrestato), ma della collana neanche l'ombra. Due le ipotesi fatte dagli investigatori: il fuggitivo potrebbe averla portata con sé nella fuga oppure i due potrebbero essersene disfatti durante l'inseguimento. Una cosa è certa: la presenza dei carabinieri a pochi metri dal fattaccio non ha certo giovato ai rapinatori. E forte è stato il plauso della gente per l'operazione dell'Arma. Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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