Sicurezza
Rubati dall’altare crocifissi e corone, danni a un quadro
Furto nella chiesa di San Francesco a Volterra. I ladri sono entrati in azione di giorno in piazza Inghirami
VOLTERRA. I ladri sacrileghi sono entrati in azione di giorno, durante l’orario di apertura della chiesa di San Francesco, in piazza Inghirami. Anche se in questo periodo nella città etrusca ci sono molti turisti, nessuno sembra avere visto qualcosa di sospetto intorno all’edificio religioso dalle pareti affrescate e che raccoglie all’interno un tesoro artistico, essendo la principale chiesa francescana del territorio volterrano. Chi ha commesso il furto, probabilmente, sapeva bene cosa cercare e cosa avrebbe trovato.
Lunedì 31 agosto i ladri sono entrati e, dopo avere rotto una vetrina che era stata messa a protezione anche per evitare piccoli danneggiamenti a un prezioso quadro del 1400, hanno rubato corone e crocifissi. I malviventi, a quanto si è capito, hanno tentato anche di portare via il dipinto: “Madonna con bambino” di un anonimo fiorentino che, secondo quanto ha spiegato la curia e come risulta alla Soprintendenza alle belle arti di Pisa, risale al quindicesimo secondo.
Da una teca i ladri hanno preso alcuni ex voto, collane, corone e due crocifissi, che erano stati collocati sull’altare alla fine del 1800, stando a quanto è stato possibile ricostruire.
Grande è stata la sorpresa quando il parroco si è reso conto che la chiesa era stata violata.
Un grave episodio che colpisce la comunità di Volterra in un momento in cui la città etrusca, a differenza di quanto accade in altri centri della provincia, è meno interessata dal fenomeno dei furti.
Quello commesso nella chiesa di San Francesco - una delle più conosciute a Volterra e che nel corso degli anni ha ricevuto alcuni interventi di rifacimento - ha tutta l’aria di essere un furto su commissione. Al momento i carabinieri di Volterra, che sono intervenuti appena è stato scoperto il raid, hanno mantenuto la massima riservatezza intorno all’episodio. Nel frattempo sono stati disposti accertamenti. I militari hanno cercato di verificare se qualcuno aveva visto entrare nell’edificio persone sospette che poi se ne erano andate portando via la preziosa refurtiva.
Niente a che fare con il piccolo furto di elemosine, un reato che avviene con sempre maggiore frequenza un po’ in tutte le chiese e da cui i parroci non possono difendersi facilmente.
Al momento la curia di Volterra, che è stata subito informata di quello che era successo nella chiesa, non ha potuto quantificare l’ammontare dei danni causati dal passaggio dei ladri.
Il furto del 31 agosto ripropone anche il tema della sicurezza delle chiese e degli edifici di culto in generale.
Spesso i sacerdoti, per difendersi dai malintenzionati, non hanno alternativa se non quella di chiudere le chiese negli orari in cui non sono previste funzioni religiose. Decisioni del genere possono andare bene per la piccole parrocchie di campagna, ma sono più difficili da attuare in una città d’arte come Volterra.
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