Il dolore
No alla chiusura delle Poste
Corazzano: tutti in strada per difendere l’ufficio del paese
SAN MINIATO. «Tagliare i servizi, licenziare, pensionare, chiudere gli uffici e magari alzare anche le tariffe, come è stato fatto di recente. In questo modo un’azienda di servizi fa utili, chiunque lo saprebbe fare, ma si rende completamente inutile». C'è ancora tanta rabbia nelle parole al presidio di cittadini che ieri mattina hanno risposto alla chiamata del sindaco Vittorio Gabbanini. Un sit- in di protesta che per circa un’ora ha visto buona parte della giunta sostare di fronte all'ufficio finito nel piano di tagli di Poste Italiane.
Una decisione «miope» e un atteggiamento a più riprese definito «arrogante» quello di Poste, che rischia di condannare la frazione all'isolamento, seminando il sospetto che nei prossimi anni anche altri uffici (quello alla Serra in primis) possano abbassare la saracinesca. «Vogliamo prendere una posizione netta e diciamo no alla chiusura - ha commentato il sindaco - Le amministrazioni comunali non sono state interpellate da Poste Italiane che ha deciso questo intervento in autonomia e senza aprire un tavolo di confronto con chi il territorio lo conosce e lo amministra. Si tratta di una perdita importante per la nostra comunità; servizi come questo sono essenziali per la sopravvivenza delle piccole comunità. I molti anziani della frazione non saranno tutti in grado di spostarsi a valle per riscuotere la pensione o pagare le bollette, senza contare che avere servizi dislocati vuol dire mantenere vive zone che, altrimenti, si spopolerebbero».
Dopo l'apposizione di uno striscione, il sindaco ha inoltre voluto leggere alcuni messaggi di solidarietà giunti dal governatore della Regione Enrico Rossi e dai tre consiglieri regionali del Pd Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni. Il sindaco ha poi annunciato la sua partecipazione, domani alla manifestazione organizzata a Firenze davanti alla sede regionale di Poste Spa. «Giorni fa Rossi ha incontrato i vertici di Poste - ha dichiarato il sindaco - C'è ancora speranza, uno spiraglio». ha Tutto questo mentre proprio domani i giudici del Tar passeranno al vaglio il primo dei due blocchi di ricorsi dei comuni interessati dalla chiusura degli uffici. «Situazioni simili sono avvenute in Veneto e i giuidici hanno dato ragione alle amministrazioni locali - ha dichiarato l'assessore alla cultura Chiara Rossi - Dobbiamo continuare a lottare per il ristabilimento di un servizio fondamentale per chi vive in queste frazioni: una battaglia per ristabilire il buon senso».
Nilo Di Modica
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google