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Pontedera

Arriva la concorrenza alle Poste

Arriva la concorrenza alle Poste

Dopo le proteste a Treggiaia un’azienda di Ponsacco propone i propri servizi per la corrispondenza

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PONTEDERA. Alcuni chiuderanno per sempre, altri resteranno aperti a giorni alterni con una riduzione del personale. Il taglio di Poste Italiane è ormai cosa certa. Sindaci e assessori intanto protestano e organizzano sit-in, cercando di evitare una manovra aziendale che non sembra possa essere messa in discussione. Sempre meno uffici postali dunque e là dove resisteranno, nel caso di alcune frazioni, lo faranno a “singhiozzo”: in determinati giorni e in specifiche fasce orarie. E se nei paesi monta la polemica per un servizio a un passo da una netta riduzione, c’è un intero settore commerciale pronto a rinforzarsi e a scendere in campo. È quello delle poste private. Perché le porzioni di territorio che Poste Italiane lascerà scoperte, o parzialmente coperte, potrebbero diventare zona di affari per le aziende che consegnano lettere o offrono altri tipi di operazioni esclusivamente in proprio. È il caso di Poste Private Toscana. Nata nel 2012, l’attività ha sede a Ponsacco ed è diretta da Sabrina Vincenti. «Abbiamo appreso dei tagli di Poste Italiane e abbiamo iniziato a prendere contatti con i comuni che rischiano di riscontrare maggiori disagi». L’idea è quella di sostituirsi ai tradizionali uffici postali: «Potremmo appoggiarci ai circoli dei piccoli paesi, portando la nostra strumentazione per offrire il servizio agli abitanti rimasti senza ufficio postale. In alcuni casi potrebbe essere fatto 3 giorni a settimana, ma se ci fosse bisogno di una presenza fissa allora prenderemmo un fondo e allargheremmo la nostra azienda». L’offerta di Poste Private Toscana comprende tutte le maggiori operazioni: posta massiva, prioritaria e raccomandata, telegrammi e incasso bollettini, per i quali la commissione da pagare è addirittura minore rispetto a quella imposta da Poste Italiane: 1,30 euro contro 1,50. Il buco lasciato dall’organo statale potrebbe essere quindi riempito dall’ingegno di piccoli imprenditori. Avvantaggiati dal non dover garantire, come nel caso di Poste, il cosiddetto “servizio universale”. «Il privato può scegliere la zona di competenza, ricoprendo una sola porzione di territorio. Concentrarsi su una zona in particolare permette di lavorare con maggiore cura». Carlo Cantini è il coordinatore provinciale Cgil di Poste Italiane e spiega perché i privati potrebbero presto insediarsi in pianta stabile negli agglomerati di case privati dell’ufficio postale:« È uno scenario che ha buone possibilità di concretizzarsi, anche perché l’Italia è l’unico paese in Europa in cui non c’è equiparazione nel settore postale. Ogni azienda può pagare il postino a propria discrezione, senza tariffe fisse». E gettando un occhio al futuro, le previsioni non sono certo confortanti in termini di tagli e riduzioni del personale: «Con tutta probabilità ci sarà un ulteriore giro di vite all’interno di Poste Italiane. Lo Stato – chiude Cantini – verserà meno soldi per la copertura del servizio universale e l’azienda non può fare altro che ridurre le spese per non gravare sul bilancio».

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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