Il Tirreno

Pontedera

alla festa dell’avis aderiscono 40 donatori islamici della valdera

Quando l’integrazione passa attraverso la donazione

PONTEDERA. La donazione del sangue aiuta l’integrazione. E alla 33esima festa sociale dell’Avis di Pontedera, che si terrà domenica 6 settembre, parteciperanno circa 40 cittadini islamici – e...

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PONTEDERA. La donazione del sangue aiuta l’integrazione. E alla 33esima festa sociale dell’Avis di Pontedera, che si terrà domenica 6 settembre, parteciperanno circa 40 cittadini islamici – e rispettive famiglie – da tutta la Valdera. Fra di loro ci saranno algerini, marocchini e tunisini. Ma anche senegalesi e iracheni. «L’idea è nata con lo scopo di agevolare l’integrazione dei donatori di diverse culture e religioni», spiega Giovanni Gori, dirigente dell’Avis di Pontedera. Già a gennaio era accaduto con un gruppo di musulmani. E in quell’occasione l’imam di Pontedera, Mohammed Jamaai, aveva parlato della volontà della sua comunità d’integrarsi attraverso la donazione. «Sono contento di questa iniziativa:la nostra comunità ha modo o di fare del bene agli altri e dimostra la volontà di integrarsi», aveva detto l’esponente della comunità islamica pontederese. Così, questo settembre, i donatori musulmani si ritroveranno alla conviviale dell’Avis, per fare festa e dimostrare l’attaccamento ai valori della solidarietà. Il pranzo sociale sarà allestito presso il ristorante “L’oasi del lago” a San Donato, dove si terrà anche una piccola lotteria a scopo di beneficienza. «Abbiamo organizzato due tavolate differenti, anche a causa delle restrizioni imposte dalla cucina islamica. Per loro ci saranno portate a base di pesce», continua Gori. Il quale, proprio riguardo alle caratteristiche della carta del menù, ha ideato un particolare accorgimento. «Ho cercato una soluzione grafica che rendesse il loro menù caratteristico, proprio per valorizzare un evento così significativo come la presenza a tavola di parte della comunità musulmana».

E dunque, invece del consueto marrone, i commensali musulmani avranno in tavola una carta a sfondo verde. Il colore della bandiera dell’Arabia Saudita, dove si trovano le città sante dell’Islam. «I musulmani parteciperanno per la prima volta anche al conferimento della corona. Nei loro Paesi la cultura della donazione è assai diffusa, tanto che donare il sangue è avvertito quasi come un imperativo di carattere morale». Tant’è che la carenza generale di sangue – provocata da un calo delle donazioni, negli ultimi tempi, di circa il 20% – all’Avis di Pontedera non l’hanno sentita. Merito dei musulmani.

Jacopo Paganelli

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