Il Tirreno

Pontedera

Scuole medie, anno nuovo ma coi problemi di sempre

di Andrea Lanini
Scuole medie, anno nuovo ma coi problemi di sempre

I presidi: «Abbiamo sempre meno fondi. Per fortuna ci aiutano i genitori» Il caso delle pagelle digitali che alla Masich di Bientina e Buti sono inutilizzabili

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PONTEDERA. Aspettative riposte nella Legge n. 107, nel cui nome benaugurante, “La Buona Scuola”, tutti confidano. La consapevolezza dell’importanza del ruolo dei genitori, presenti, grazie al cielo, in mille modi e occasioni, si tratti di imbiancare le pareti di aule e corridoi o organizzare una lotteria per trovare fondi, consapevoli come sono del fatto che dare una mano alla scuola significa aiutare i propri figli. E la fondamentale collaborazione con le istituzioni locali: contro la crisi, l’unione fa la forza. Malgrado, però, le buone intenzioni, gli effetti non sono così tangibili a causa dei pochi mezzi (economici) che vengono messi a disposizione delle scuole dallo Stato.

Temi che emergono costantemente, se si parla coi dirigenti scolastici degli Istituti comprensivi, chiedendo loro lumi riguardo allo stato di salute, per quanto riguarda la Valdera, del primo ciclo d’istruzione. Quello che accompagna i ragazzi dall’inizio del loro percorso educativo fino ai 14 anni.

Le Cenerentole della scuola. «Primo e fondamentale», sottolinea Cristina Duranti, alla guida dell’Istituto comprensivo “Curtatone e Montanara” di Pontedera. «Gli alberi iniziano a formarsi dalle radici. Per i ragazzi è lo stesso. Il tragitto lungo elementari e medie è prezioso. Richiederebbe un’attenzione particolare da parte dello Stato. E invece…» E invece, la dottoressa Duranti lo rimarca con una punta d’amarezza, «le cose vanno altrimenti. Diciamolo pure: gli Istituti comprensivi sono un po’ le cenerentole della scuola. Per carità, nessuno nuota nell’oro; ma le scuole secondarie di secondo grado, ovvero le superiori, un po’ meglio di noi se la passano. Come finanziamenti, come personale. Eppure è nei primi anni scolastici che gli allievi costruiscono le fondamenta su cui il loro futuro poggerà per sempre. Non lo dico perché me ne occupo: proprio il ciclo primario dovrebbe godere di speciali cure. La crisi, il patto di stabilità… Niente di nuovo: fondi ridotti al lumicino. Sul settore acquisti siamo spesso in difficoltà, soprattutto per quanto concerne i materiali elettronici, la connettività».

Digitale fai-da-te. Riguardo al digitale in ambito scolastico, Luigi Vittipaldi, dirigente dell’Istituto “Iqbal Masich” di Bientina e Buti, parla di uno «scollamento». Ovvero: «C’è, e persiste da anni, un divario notevole tra i buoni propositi e i mezzi a disposizione per realizzarli. Pensiamo agli obiettivi inseguiti dal processo di “dematerializzazione” contenuto nel decreto legge n. 95/2012. Quelli mirati a utilizzare sempre più il pc e meno la carta. Registri e iscrizioni online, pagella in formato elettronico, eccetera. Tutto assai utile. Ma difficile, senza il necessario hardware».

L’impegno dei genitori. A volte, anzi abbastanza spesso, le chimere diventano realtà grazie all’impegno diretto dei genitori degli alunni. Lo conferma Maura Biasci, da nove anni alla direzione dell’Istituto “M. L. Niccolini” di Ponsacco. «Il loro intervento è provvidenziale. È così almeno dal 2007. Da quando la crisi ha preso a farsi sentire davvero. Si organizzano in comitati, danno vita a iniziative per raccogliere fondi, mettono a disposizione le loro competenze per l’attività didattica. Sono al nostro fianco, per fortuna. Come anche i comuni, che fanno del loro meglio. Con l’applicazione della 107 le risorse dovrebbero aumentare: così ci è stato promesso. Sono al via le fasi di assunzione del personale. Abbiamo chiesto più insegnanti di sostegno. In Valdera i casi che richiedono il loro contributo sono purtroppo tanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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