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il caso

La Provincia s’inventa un accordo sul turismo per trovare 36mila euro

di Sabrina Chiellini
La Provincia s’inventa un accordo sul turismo per trovare 36mila euro

La promozione del territorio peserà sulle casse dei Comuni Servono a divulgare depliant e a salvare il punto informativo

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PONTEDERA. La Provincia, rimasta a corto di competenze e di risorse, si è “inventata” un percorso e un ruolo che sa tanto di ritorno all’antico. E tutto per mettere insieme una cifra neppure troppo grande: 36mila euro da destinare all’informazione turistica e alla promozione dell’offerta del territorio. Un lavoro di marketing.

Insomma, per stampare una brochure o per mantenere in vita un punto informativo in piazza Vittorio Emanuele a Pisa, ora che le funzioni in materia di turismo sono state trasferite ai Comuni, è stato messo su un accordo di programma che coinvolge tutti i Comuni. Inoltre richiede valutazioni, pareri e incontri come se ci fosse da gestire un intervento milionario. Strana cosa davvero la burocrazia. Da una parte si tolgono alcune funzioni per trasferirle a Comuni e Regione e dall’altra c’è subito la possibilità di inventarne altre. Così i sindaci della provincia di Pisa dopo la delibera del consiglio provinciale del 25 luglio, votata da una ventina di amministratori locali, si sono visti recapitare un “piano” con la richiesta di contributo, frutto del lavoro messo su da un gruppo tecnico istituzionale che ha elaborato un protocollo di intesa “per la gestione transitoria delle funzioni di informazione e accoglienza turistica nelle more della definizione delle modalità associative” – di questo si tratta alla fine - con cui i Comuni continueranno a svolgere le funzioni di turismo che sono state loro attribuite dalla legge regionale 22 del 2015.

Quella che ha riordinato le funzioni e i ruoli delle Province. Tra un parere e l’altro, oppure da una risoluzione dell’assemblea dei sindaci della provincia, si intuisce che ogni Comune dovrà cacciare circa 500 euro, come quota parte, per promuovere le proprie ricchezze. Tutto questo avverrà con un bel comitato tecnico istituzionale (ne faranno parte rappresentanti delle varie aree da quella pisana a quella della bassa Val di Cecina) che guarderà i contenuti e la qualità del materiale informativo. I Comuni per potere ricevere volantini e brochure o testi destinati ad essere divulgati sulla stampa oppure on line devono versare la quota di adesione.

La Provincia farà in modo di garantire uno sportello informativo in piazza Vittorio Emanuele fino alla fine dell’anno. Ognuno paga (molti sindaci il giorno della votazione erano assenti...) in base al numero dei posti letto disponibili nelle strutture ricettive e agli arrivi/presenze del movimento turistico. Per cui Pisa spenderà 11mila euro, mentre Cascina 1.500, San Giuliano 2mila come Volterra, Casale, Casciana Terme, Pomarance, Montescudaio e San Miniato mille euro e gli altri si fermeranno a 500 euro. I sindaci che erano presenti non hanno fatto mancare il loro voto alla nuova “impalcatura” costruita. Molti ancora si chiedono a cosa effettivamente serviranno queste risorse. L’impressione è che si sia creata una struttura tanto complessa che poi investirà in interventi semplici e minimali. Insomma, una situazione difficile da comprendere anche per alcuni degli stessi amministratori ai quali si chiede di partecipare al progetto.

 

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